Grecia: così il giorno dopo il referendum

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Tsipras

Il giorno dopo l’esito del referendum, la Grecia si è svegliata con diversi nodi da sciogliere. Dopo le dimissioni del ministro delle Finanze Varoufakis, sacrificato per tornare a trattare ai tavoli internazionali con più possibilità di arrivare a un compromesso, cinque partiti hanno sottoscritto un documento nel quale si impegnano a sostenere il primo ministro Tsipras che dovrà cercare di riprendere le trattative con i creditori internazionali per ottenere nuovi aiuti economici.

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Quello che è certo, è che molti analisti concordano con la necessità di accorciare i tempi. La liquidità delle banche greche (che oggi sono rimaste chiuse) è sempre più bassa e il rischio è che non ci sia già più contante dalla fine di questa settimana.

Intanto, dopo le dimissioni di Varoufakis, ad Atene ha giurato il nuovo ministro Euclid Tsakalotos, economista e professore all’università di Atene, già all’interno di Syriza, il partito del premier Tsipras.

A sinistra il nuovo ministro delle Finanze greco Tsakalotos. Prende il posto di Varoufakis, a destra.

Con il Primo Ministro, Tsakalotos dovrà studiare nuove proposte da portare in Europa per cercare un nuovo accordo con i creditori internazionali, tenendo ben presente la data del 20 luglio prossimo, quando la Grecia dovrà rimborsare 3.5 miliardi di euro alla BCE.

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