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Tsipras

La Grecia è a un bivio. Il primo ministro Alexis Tsipras ha annunciato e fatto approvare dal parlamento ellenico un referendum.

La consultazione servirà per chiedere ai greci se vogliono che il Governo di Atene approvi un accordo con i propri creditori che, nello specifico, sono gli altri Paesi della zona euro, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. La carta del referendum è arrivata dopo il fallimento dell’accordo di giovedì notte nel quale la Grecia ha provato ancora una volta a rinegoziare il debito in sede europea.

Il Parlamento ha approvato il referendum, che si terrà il 5 luglio, con i voti favorevoli (179) di Syriza, la destra di Anel e Alba Dorata. I voti contrari sono stati 120. “Amiamo la pace, ma quando ci dichiarano guerra siamo capaci di combattere e vincere”, ha detto Tsipras nel suo discorso in Parlamento.

179 voti a favore e 120 contrari per il referendum che deciderà il futuro della grecia nell’euro

Il Premier è stato molto duro nei confronti dell’Europa, anche in virtù della decisione presa dall’Eurogruppo di escludere dal tavolo il ministro greco  Yanis Varoufakis: “Rimarrà una ferita nella storia della Ue. Nessuno ci può buttare fuori dall’Europa  –  ha detto -. Noi non combattiamo contro il Vecchio continente ma contro pratiche di cui l’Europa dovrebbe vergognarsi. E stiamo facendo quello che Pasok e Nea Demokratia non hanno fatto: resistere”.


La Grecia e la Troika sembrano quindi arrivate al punto di non ritorno. “Dobbiamo dire no ai tecnocrati e sì alla sovranità nazionale”, ha ribadito Tsipras.

Ora la palla torna al popolo greco, che dovrà decidere il proprio destino alle urne domenica prossima. Il futuro della Grecia, ma molto probabilmente anche dell’Europa per come siamo stati abituati ad intenderla passa per una parola: NO.

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