Alzheimer: ricercatori italiani scoprono un indicatore precoce

Uno studio pubblicato sulla rivista Radiology dimostra che c'è un collegamento tra la "materia bianca" del cervello e lo scatenarsi della malattia. Condotti test su 53 pazienti affetti dal morbo

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Alzheimer

Un possibile indicatore precoce per l’Alzheimer è stato individuato nella “materia bianca“, la zona più interna del nostro cervello. Alcuni ricercatori dell’Ospedale San Raffaele di Milano hanno pubblicato uno studio sulla rivista Radiology mostrando cosa hanno scoperto utilizzando una speciale tecnica di risonanza magnetica (DTI).

È stata analizzata la “sostanza bianca” di 53 pazienti affetti da tre tipi diversi di Alzheimer: quello ad esordio precoce e due varietà atipiche di Alzheimer giovanile, che colpiscono soltanto alcune parti del cervello. I risultati ottenuti evidenziano che tutti i pazienti presentano danni regionali a carico della materia grigia ma anche danni alla “sostanza bianca”. Nei pazienti con le varianti giovanili il danno era molto più grave e diffuso del previsto e non spiegabile solo attraverso l’atrofia della sostanza grigia.

Secondo i ricercatori, questa scoperta supporta l’ipotesi che l’Alzheimer viaggì lungo le fibre della sostanza bianca, da una regione all’altra del cervello.

«L’Alzheimer è una malattia della sostanza grigia, ma il danno alla sostanza bianca gioca un ruolo centrale nel determinare le modalità di comparsa e di progressione della malattia» ha dichiarato Federica Agosta, ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo e co-autrice dello studio insieme a Francesca Caso.

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