Sundar Pichai, la mente dietro al successo di Google parla del futuro

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Pensate a un serrvizio di Google, uno qualunque. Con buona probabilità state pensando a qualcosa sulla quale ha lavorato Sundar Pichai, che ora è il vice presidente di Google, per volere del CEO Larry Page, soprattutto per i suoi meriti: grazie a lui abbiamo servizi come Google Drive, Maps, Chrome OS, Android, la ricerca e altro, e Page l’ha premiato facendolo diventare vice presidente nell’ottobre del 2014.

Pichai e il mondo

Dopo Larry Page e il co-fondatore Sergey Brin, Pichai è quasi certamente la persona più potente di Google, ma non lo dimostra: il suo ufficio potrebbe essere una pubblicità al understatement da quanto è semplice, e lui stesso non sembra sentirsi così importante come è in realtà.

Pichai è consapevole di avere tra le mani il destino di una parte del mondo informatico, ma quando parla della prossima strategia di Google non ha in mente la monetizzazione, l’anima della pubblicità, la vera fonte dei guadagni di Google: vuole portare la ricerca intelligente di Google ad altre persone, anche le meno abbienti.

L’intervista

Intervistato da The Verge, Pichai ha risposto a molte domande sui servizi Google e su cosa succederà prossimamente, dopo le presentazioni del Google I/O. Ecco i passaggi più importanti.

Google Now

Google Now sarà sempre di più la base dei servizi Google: non è un mistero che Google ci stia lavorando parecchio, e ci stia lavorando anche ai sistemi d’apprendimento automatico, molto utili per una rete 3.0.

Google-Now-Commands-Smart-CardsGoogle ha migliorato il riconoscimento delle parole portando l’errore medio dal 23 % all’8 % in tre anni: il prossimo passo sono le reti neurali, più complicate, ma la base è già posta.

Il prossimo miliardo

C’è un miliardo di persone che usa Android, e la frase più pronunciata negli uffici di Google da un po’ di giorni è “il prossimo miliardo”. Ma cosa significa?

Più di un miliardo di device ha Android al suo interno

Sono 1,7 miliardi le persone con un accesso al PC e molte sono state raggiunte grazie ai sistemi mobili di Google principalmente: secondo Pichai nell’ultimo anno 600 milioni di utenti per la prima volta hanno avuto accesso a una moderna piattaforma di calcolo, uno smartphone o un PC, e con questi numeri Google si confronta ogni volta. Con Android One vuole portare Android a tutti, e con una nuova gamma di Chromebook low-cost si porterebbero i servizi di Google anche nei paesi in via di sviluppo. Ma mancano le infrastrutture, ed ecco che si inventa Project Loon: internet ovunque, per tutti.

Collaborazione

Google ha cambiato modo di rapportarsi ultimamente: prima si basava moltissimo sugli sviluppatori indipendenti che avevano il compito di utilizzare i servizi proposti, da qualche tempo a questa parte l’azienda fa accordi con produttori esterni per portare più velocemente i servizi.

Project-Fi

Si veda ad esempio Project Fi,ovvero l’intento di Google di diventare un operatore virtuale in collaborazione con molti operatori americani e non, e Project Loon stesso, avveniristico progetto attuabile solo in collaborazione con aziende che hanno un know-how consolidato nel lancio di sonde e satelliti.

Google è uguaglianza

Google è una cosa fantastica: tutti, da bambino al presidente di uno stato possono cercare e otterranno lo stesso identico risultato, se la neutralità della rete lo permetterà: l’obbiettivo di Google è proprio questo, tutti insieme, tutti con gli stessi diritti, con dispositivi Android, Chromebook e i servizi Google ad aiutarci a scoprire il mondo. Sarà business, ma è un bel business.

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