CONDIVIDI

Maggiori controlli per chi visita siti porno da uffici pubblici, banche o negozi di telefonia mobile. Il Regno Unito vuole rendere obbligatorio il controllo dell’età sui portali web che offrono contenuti vietati ai minori ma per farlo deve verificare l’identità di chi naviga sfruttando un apparato Wi-Fi aperto al pubblico.

Il partito conservatore del Paese anglosassone si è impegnato perché venisse approvato il controllo obbligatorio dell’età sui siti pornografici. Dopo le recenti elezioni sono tornate in auge le discussioni sul metodo che il governo deve utilizzare per implementare i controlli.

Il Policy Alliance Digital (DPA), un gruppo che offre consulenza in materia di politica e tecnologia nel Regno Unito, ha suggerito l’utilizzo delle informazioni già presenti negli archivi durante i controlli. «Nessuno nel Regno Unito vuole un database di identità centralizzato», ha dichiarato l’esperto di sicurezza del DPA Rachel O’Connell al The Guardian. O’Connell dice che l’utilizzo di un archivio anonimo proteggerebbe l’identità degli internauti bloccando allo stesso tempo i “siti a luci rosse” che non offrono controlli dell’età.

gli inglesi contrari all’archiviazione pubblica dei propri dati personali

Nonostante un ampio sostegno dei partiti per l’approvazione del controllo obbligatorio dell’età, ci sono ancora numerose incertezze giuridiche e tecniche. Il Regno Unito ha già avuto difficoltà nell’applicare i filtri anti-pedopornografia. L’associazione dei provider europei ha criticato la scelta del governo U.K. poiché secondo loro non soltanto andava a peggiorare il problema ma bloccava anche siti dedicati all’educazione sessuale e al supporto post abusi. Rimane da chiarire anche il metodo con il quale verrà gestito il controllo dell’età sui siti non britannici. Il The Guardian ha riferito che Mindgeek, proprietario di numerosi siti pornografici, ha già aperto un dialogo con il DPA per cercare una soluzione.

Il ministro degli Interni Theresa May ha dichiarato che il governo del Regno Unito presenterà la cosiddetta “Snooper’s Charter”, un disegno di legge che impone alle aziende che operano nel settore Internet e Telefonia di registrare per un anno i metadati relativi agli utenti, come chiamate, e-mail inviate e la cronologia.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS