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Coppa Italia Juventus

La Juve centra il double vincendo anche la Coppa Italia contro la Lazio. La formazione di Massimiliano Allegri ritrova la Coppa dopo vent’anni e vince la decima nella sua storia contro un’ottima avversaria. Al termine di una gara equilibrata e molto intensa, la Lazio può avere giustamente rimpianti per come sono andati i novanta minuti: il vantaggio iniziale di Radu, il doppio palo di Djordjevic e la capacità di tenere testa ai campioni d’Italia non sono bastati per battere l’undici di Allegri. Pioli imposta la partita come nel Dna della sia Lazio: squadra alta e tanta pressione. Allegri risponde con il collaudato 3-5-2, ma al posto del Morata super di questo periodo c’è Llorente e la differenza si sente. La Lazio passa subito con l’inzuccata di Radu su punizione di Cataldi. La Juve, però, ha una reazione immediata e il pareggio arriva 7′ dopo con una acrobazia di Chiellini che trova un super gol e restituisce la parità al match. Il resto del primo tempo non offre più grandissimi lampi, ma l’intensità e la voglia di entrambe le squadre resta alta.

 

Nella ripresa la Lazio sembra in grado di continuare a spingere, si affida come al solito alle invenzioni di Candreva e alle accelerazioni di Anderson, ma non trova mai il varco giusto. Partono i cambi e quello di Allegri sembra azzeccato: fuori l’impalpabile Llorente e dentro Matri: l’ex Genoa ripaga subito la fiducia dell’allenatore, ma il gol è annullato per fuorigioco. Il match non si sblocca, la Juve tiene e la Lazio non punge in avanti. Ai supplementari i biancocelesti debbono strozzare in gola l’urlo di gioia per il gol: calcia Djordjevic con un sinistro magico, il pallone supera Storari, sbatte sul palo, attraversa tutto lo specchio e s’infrange sull’altro legno prima di essere spazzato.

Matri è veloce nel punire la lazio, ma la complicità di Berisha è evidente

E come nel più classico dei copioni, il quasi gol laziale, è il preludio a quello juventino, che arriva grazie alla velocità d’esecuzione di Matri e alla complicità di Berisha, troppo lento nello scendere a terra per neutralizzare il tiro ravvicinato di Matri. La Lazio, a quel punto non ne ha più, la Juve gestisce e conquista la decima.


La Coppa Italia torna a Torino e l’Olimpico bianconero festeggia. Quasi con distacco, però. In fondo, anche se nessuno lo ammetterà mai, la testa è già a Berlino. Il sogno Champions è lì, a un passo. Dietro al muro Barcellona.


Il dopogara.  «Il doppio palo? Da allenatore non lo avevo mai vissuto, dalla mia visuale è stato un colpo tremendo al cuore, per fortuna ho un cuore forte. Ho visto il pallone dentro. È questione di centimetri, il calcio e la vita sono questione di centimetri». Questo il pensiero del tecnico della Lazio, Stefano Pioli al termine del match. «Noi dobbiamo rubare centimetri agli avversari – aggiunge -. Poi ci vuole qualcos’altro ma non stasera l’abbiamo avuto». Soddisfatto, ma comunque concentrato sulla finale di Berlino Massimiliano Allegri: «Ora vediamo se riusciamo a vincere la terza, se il sogno Champions League si trasforma in realtà, speriamo di andarci a prendere anche quella coppa – ammette l’allenatore bianconero dopo il successo dell’Olimpico -. La Lazio ha fatto una grande partita, ci hanno messi in difficoltà. Siamo stati bravi a segnare, loro sfortunati sul doppio palo. Sono contento per quanto fatto dai ragazzi, non era facile».

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