FOCUS – Juve a un passo dalla gloria

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Juventus

La Juventus non ha ancora smesso di sorridere, sposta gli obiettivi sempre più in alto e li raggiunge, tutti. In un finale di stagione più che adrenalinico arriva anche la stella argento: la Coppa Italia torna a Torino dopo venti anni, dopo un’intensa partita contro la Lazio che, a dispetto di quanto fatto nei due scontri precedenti, ha saputo tener testa ai campioni d’Italia e ha certamente regalato ai propri tifosi uno spettacolo degno di questo nome. Ha vinto il più forte: la solidità difensiva della Juventus è diventata un’arma micidiale, certamente non letale al pari di un attacco esplosivo, ma ugualmente efficace e assolutamente risolutiva. La Juve entra così, di resistenza, nella storia, prima squadra a cucirsi la stellina argento sulla maglia: una stella che porta con sè i sacrifici e l’impegno di un organico che si è reso protagonista anche con le seconde linee.

Anche se il countdown a Berino è già iniziato da tempo, questa partita non può e non deve essere considerata solo una tappa verso qualcosa di più importante: si corre il rischio di sminuire un successo ugualmente importante, nel quasdro di una stagione fenomenale. E se l’attaccante avversario svernicia entrambi i pali, come non considerarlo un segno? Ed ecco che questa vittoria diventa terreno fertile per far crescere ancora di più quella consapevolezza che riporta la Juventus ad avere un ruolo predominante nel calcio italiano, e che la sta spingendo ai vertici d’Europa. Manca un pezzo importante: la finale di Berlino. Per i sognatori, la ciliegina sulla torta, per i più realisti è la metà della torta stessa. Una torta già buonissima, anche se una Juve come quella vista ieri sera non basterà nemmeno a raccoglierne le briciole.

La Juventus è fortissima, e lo ha dimostrato. Ma questo non può bastare: servirà un mordente diverso, e quello che di più vicino può esserci alla perfezione. Ci sono due settimane per studiare il Barcellona, per assorbirne i movimenti, per imparare i passaggi, per prepararsi fisicamente e atleticamente allo sforzo, alla resistenza più importante di tutte. Sarà dura, ma la Juve può vincere perchè la fame è sempre la stessa e ha messo radici profonde creando una macchina perfetta, fatta di un gruppo che da un nocciolo duro di senatori ha trasmesso a tutti l’abitudine a vincere e la voglia di attaccare qualsiasi obiettivo. Un gruppo che ha ricevuto le fondamenta negli anni precedenti, al quale Allegri ha donato serenità e mentalità europea. I limiti sono fatti per essere superati, la paure per essere esorcizzate. Vincere la prossima finale è un sogno si sa, ma i sogni, in quanto tali, non sono mai troppo grandi, e a volte sono anche possibilità. La Juventus a Berlino, da sfavorita, ha la possibilità di farsi ascoltare, non solo guardare, di mostrare le proprie certezze. La testa è già lì, portiamoci anche il cuore: una finale chissà, potrebbe davvero tirarne un’altra.

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