Infatuazione: amore o pseudo-amore?

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bacio di klimt

Com’è che una coppia passa dall’illusione alla delusione, dall’incanto al disincanto, dal massimo appagamento all’insoddisfazione?

Prendiamo il caso di una coppia che vuole capire perché litiga in continuazione e che desidera ritrovare i sentimenti che avevano l’uno per l’altro durante il corteggiamento e il periodo iniziale del matrimonio. Lui, sempre malinconico e serio, era stato attratto dallo spirito spensierato e allegro di lei, che con il proprio buon umore attenuava la sua malinconia. Con l’intensificarsi del sentimento che provava per lei, lui ne cantava le lodi. Ma nel giro di pochi anni tutto è cambiato. Lui è diventato ipercritico verso di lei e si irrita continuamente: “È un’irresponsabile, è superficiale, non prende mai niente sul serio”. Anche se la personalità di lei è rimasta sostanzialmente immutata, è differente il modo in cui lui la considera: ora affibbia delle etichette negative a quelle stesse qualità prima considerate tanto brillanti.

Quando la sua prospettiva cambia, vede lei e le sue qualità in maniera totalmente diversa, al punto che lei non lo rallegra più, ma quasi lo infastidisce. Anche lei, con gli anni, cambia il suo giudizio su lui. Questi coniugi offrono un chiaro esempio di come nella coppia il modo di pensare dei partner ne plasmi i sentimenti reciproci. Quando essi si percepiscono l’un l’altro in termini positivi, si ha l’affetto; quando invece si denigrano a vicenda, si ha il rancore.

“Gli uomini non soffrono per le cose, ma per il modo in cui le vedono”

L’illusione di uno pseudo-amore

Paradossalmente, le radici del disturbo spesso risalgono proprio al periodo iniziale. Nella sua forma più intensa, l’infatuazione (che per un certo senso è una specie di pseudo-amore), è qualcosa di più di un insieme di sentimenti e desideri ardenti, in quanto comporta una vera e propria alterazione della coscienza. L’infatuazione è stata definita ‘una specie di infermità mentale’. La sua derivazione dal latino fatuus ne indica le affinità con il concetto di follia. L’atteggiamento dell’amante, incessantemente assorto in pensieri  e immagini relative alla persona amata, rimanda spesso a certi aspetti della nevrosi ossessiva. Tutto ciò porta anche all’irresistibile desiderio di stare continuamente con la persona amata, si ha una quasi completa perdita di controllo. Per certi versi l’infatuazione è simile al modo di pensare e di sentire del maniaco. L’ardore illusorio dell’amore, consistente nell’esaltazione e nell’idealizzazione delle qualità positive dell’amato, e la visione tunnel (il vederne solo le qualità positive ignorandone le negative), si trovano tipicamente nel pensiero maniacale. Lo psicologo sociale Stanton Peele ha paragonato l’infatuazione alla tossicomania: gli alti (le intense sensazioni piacevoli e inebrianti) presentano un’impressionante somiglianze in entrambe; e sono anche simili la tristezza e il senso di vuoto che si avvertono al ritiro della sostanza inebriante (droga e amore).

amore

Molti innamorati sono talmente presi dai piaceri dell’amore da dimenticare completamente la possibilità che le qualità evocate da questo stato di esaltazione siano illusorie. L’infatuazione svolge però un ruolo essenziale: crea quel possente legame che spinge la coppia all’impegno di un rapporto.

La molla che fa scattare l’infatuazione varia notevolmente da individuo a individuo in relazione ai suoi particolari bisogni psicologici, alle sue preferenze e ai suoi gusti. Benché sia uno stimolante molto forte, l’attrazione fisica non è certo l’unico. C’è chi è affascinato dai tratti sociali o della personalità; chi invece da virtù come la lealtà, la sincerità, la gentilezza o la risolutezza. Benché le emozioni dell’amore siano le più vistose, in realtà a guidare i sentimenti è la visione che si ha dell’amato.  Durante il corteggiamento perfino il comportamento più sgradevole può essere rigirato e reso positivo: “La sua rabbia verso di me è la prova del suo amore”. Il piano di infatuazione sembra predisposto per impedire, o quanto meno minimizzare, le valutazioni negative. A volte, nel parossismo dell’infatuazione, ci si rende conto dell’eccessiva idealizzazione dell’oggetto del proprio amore, ma riesce difficile dare importanza a questa presa di coscienza. Le considerazioni realistiche non possono perforare la capsula dell’infatuazione.

La disillusione e le promesse non mantenute

Una volta sposati, cominciano ad affiorare certe aspettative latenti, di cui non si parla con il proprio coniuge perché si considerano talmente ovvie da non richiedere una formulazione esplicita. Quando i coniugi non si conformano più alle aspettative reciproche si convincono che l’attrazione provata inizialmente verso l’altro è stata un’illusione. Nel matrimonio la delusione non porta a ridimensionare le proprie aspettative, come può accadere in un rapporto meno impegnativo.

infatuazione

Nel periodo di corteggiamento ciascun partner si comporta bene e cerca di rendersi simpatico, di mostrarsi premuroso e seducente per favorire la relazione. I due diventano abilissimi venditori della loro merce, cercando di dire e fare ciò che li potrà rendere più desiderabili; in questo modo ognuno crea nell’altro aspettative non realistiche su quello che sarà il proprio comportamento dopo il matrimonio. L’infatuazione, sia pure non intenzionalmente, favorisce l’inganno. In molti rapporti la delusione nasce anche dal fatto che i partner si ritengono legittimati ad avanzare certe pretese. Con il crescere della disillusione basta qualche motivo di disappunto per giustificare l’attribuzione al partner di un’etichetta negativa (per es. se un marito non si mostra particolarmente sensibile in una certa occasione, è dichiarato insensibile).

Trovare l’equilibrio è possibile

Il pensiero per opposti, comune nella coppia, differisce dall’atteggiamento mentale che abbiamo, di solito, nei rapporti con gli altri: i giudizi che diamo sono in massima parte più moderati, più logici ed equilibrati. La verità, però, è che si possono ottenere grandi cambiamenti se nella coppia si migliora la capacità di comunicare, ascoltando con maggiore attenzione, esprimendo più compiutamente i propri desideri, definendo e affrontando i problemi con spirito di collaborazione.

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Naturalmente questi obiettivi si conseguono soltanto con molto impegno e molta pratica. I partner devono riesaminare molte convinzioni negative alle quali sono tenacemente attaccati. Osservazioni come: “Si preoccupa talmente di se stessa che non si cura mai delle mie esigenze; fa sempre come vuole lui, mai come voglio io”, spesso rispecchiano una certa tendenza all’egocentrismo. Nella relazione di coppia, la comunicazione chiara, l’incoraggiamento e i segni d’apprezzamento possono aiutare i partner ad imparare a fondere i propri interessi con quelli del compagno, sostituendo i modelli comportamentali tipici dell’egocentrismo con altri più funzionali.

Dott. Alessandro Centini
Psicologo-psicoterapeuta
alessandro.cen@gmail.com

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