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Tra l’Europa e le grandi aziende americane ci sono spesso frizioni. Stavolta, la critica ai regolatori europei troppo asfissianti parte da Richard Allan, direttore Facebook per le politiche pubbliche in Europa.

Al centro delle lamentele da parte di Facebook ci sarebbe non solo una regolamentazione europea eccessiva, ma soprattutto una forte critica al mercato troppo frammentato del nostro continente e al continuo tentativo di controllare le operazioni delle compagnie. E le minacce non tardano ad arrivare: “Cambiate le cose o ce ne andremo” infuria sul Financial Times Richard Allan.

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Lavorare in Europa per un’azienda estera vuol dire sottostare a 28 varianti legislative nazionali in continuo cambiamento che spesso si sovrappongono e rendono il lavoro molto difficile. Questo – afferma Allan – costringe Facebook a forti ritardi negli aggiornamenti della propria piattaforma (se non addirittura escluderli dall’EU), oltre che allontanare start-up e possibili investitori dall’Europa prima ancora che ci mettano piede.

i regimi fiscali e normativi dei 28 stati, a volte molto di diversi tra loro, non favoriscono l’ingresso di aziende e investitori in europa

L’allarmismo di Allan è comprensibile quanto opportuno, infatti il punto cruciale del ragionamento di Facebook è il problema cronico del mercato comune in Europa: infatti senza un regime normativo coerente, le imprese che operano in Europa dovranno affrontare spese extra e difficoltà maggiori rispetto ai loro colleghi americani. Tuttavia primo punto dell’Agenda Digitale europea per il 2020 è la questione del “mercato digitale unico”, proprio il cambiamento che Facebook invoca.

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