Uffizi, riaprono le Sale dei Primitivi. Sono 14 le opere in più da ammirare

Da martedì saranno nuovamente visitabili le sale dalla 2 alla 7, chiuse la scorsa estate per i lavori di adeguamento che ne hanno migliorato le condizioni in copertura e le dotazioni tecnologiche

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Firenze, da domani riaprono le Sale dei Primitivi alla Galleria degli Uffizi

14 opere in più da ammirare per festeggiare nel migliore dei modi la riapertura. Così domani, dopo mesi di lavori di adeguamento, riaprono le Sale dei Primitivi alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Saranno quindi nuovamente visitabili le sale che vanno dalla numero 2 alla numero 7 che, la scorsa estate, erano state chiuse al pubblico per l’esecuzione di complessi e delicati interventi per il miglioramento delle condizioni climatiche interne grazie a un nuovo impianto di trattamento dell’aria, e per una nuova illuminazione tramite un sistema che integra luce naturale e artificiale.

Dal punto di vista architettonico, gli interventi eseguiti sono consistiti in opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, finalizzate all’eliminazione di elementi incongrui di recente inserimento e al ripristino di materiali e finiture analoghi a quelli originali afferenti alla redazione degli anni Cinquanta, oltre che in opere strutturali per la sostituzione dei lucernari esterni, ora dotati di vetri atermici di tipo calpestabile, e opere finalizzate alla sicurezza in copertura. Nel percorso rinnovato, oltre alle tre Maestà (che, come il grande trittico de l’Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, per l’occasione non sono state rimosse, ma protette in speciali climabox realizzati su misura) tornano così visibili nella loro sede opere di Simone Martini, dei Lorenzetti e Gaddi, di Giovanni da Milano e Gentile da Fabriano, tanto per citare alcuni autori. E a queste si aggiungono 14 opere in più da ammirare che prima non erano presenti nelle sale e la cui scelta è stata effettuata dal Direttore Natali e da Daniela Parenti, direttrice del Dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi. In particolare nella Sala 2 trovano spazio anche una Madonna col Bambino di Lippo di Benivieni, la Maestà e angeli del Maestro della Santa Cecilia, una Croce dipinta di Pacino di Bonaguida e un trittico portatile con la Madonna in trono, Crocifissione e santi opera della Bottega di Pacino di Buonaguida, mentre nella Sala del Trecento sono quattro le opere che si aggiungono a quelle già presenti. Altrettante «nuove» tavole dipinte si possono ammirare nella Sala intitolata a Lorenzo Monaco (numeri 5-6) e sono una Crocifissione di Niccolò di Pietro Gerini, un Redentore benedicente di Spinello Aretino, Due scomparti di predella con storie di San Romualdo di scuola pisana e un’Ascensione di Cristo e Santi di Neri di Bicci. Completano la lista dei nuovi inserimenti un’opera di Nicola di Guardiagrele e tre tavole di Niccolò di Pietro, che trovano sistemazione nella Sala numero 7, dedicata a Gentile da Fabriano e al Gotico Internazionale.

«Il progetto Nuovi Uffizi – ha detto Alessandra Marino, soprintendente Belle Arti e Paesaggio di Firenze Pistoia e Prato e responsabile del Procedimento del cantiere Nuovi Uffizi – ha previsto, per queste sale, interventi che ne hanno migliorato le condizioni in copertura e le dotazioni tecnologiche senza alterarne la configurazione impressa negli anni Cinquanta». Sono stati adeguati gli impianti di climatizzazione e gli impianti speciali (videosorveglianza, antincendio, antintrusione), sostituiti i lucernari esterni e rinnovati quelli interni, restaurando ed automatizzando il sistema di brise soleil posto in opera nel dopoguerra, è stato migliorato il sistema di illuminazione con l’uso di tecnologie di nuova generazione, pur nel rispetto dell’originaria impostazione derivante dall’illuminazione naturale, ed infine sono stati restaurati gli intonaci mantenendone la chiara tonalità novecentesca.

«Nel concepire il nuovo ordinamento delle opere nelle Sale dei Primitivi (intervento magistrale degli anni Cinquanta del Novecento) s’è voluto osservare – ha aggiunto Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi – la stessa discrezione e lo stesso rigore filologico praticati nelle stanze storiche del museo. Ed è stata operazione non proprio agevole perché, nei piani odierni, le tavole esibite non sempre corrispondono a quelle che determinarono le scelte d’allora». «Con l’addizione di queste rinnovate Sale sono pochi gli ambienti che rimangono per completare la teoria dei vani affacciati sullo stesso corridoio. E, se i piani della Direzione attuale verranno rispettati, saranno quelli dove troveranno luogo le creazioni dell’Umanesimo, segnatamente fiorentino, da Masaccio a Leonardo, passando per Botticelli. Per il quale già da tempo abbiamo predisposto il nuovo ordinamento», ha concluso Antonio Natali.

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