Francia: ecco la scatola nera per il web. Le attività sul Internet saranno monitorate

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Je suis sur écoute

La Francia vuole avere il controllo totale sulle attività svolte dagli internauti sul web e per farlo si serve di una “scatola nera“. L’utilizzo della “boîte noire” è stato approvato in un’aula semideserta del Parlamento, dove 25 parlamentari si sono detti favorevoli, mentre 5 si sono opposti. La nuove legge, che il primo ministro Manuel Valls in persona ha definito “per un Paese in guerra” dopo i fatti di Charlie Hebdo, permette ai provider di immagazzinare tutti i metadati generati dai francesi che navigano su Internet, quindi cronologia, discussioni, commenti, post pubblicati sui forum, etc.

Diverse associazioni, come la Amnesty international e La quadrature du net, giudicano questa nuova legge antidemocratica. Decine di cartelli “Je suis sur écoute“, “io mi sento sorvegliato“, sono stati sollevati in piazza durante la discussione parlamentare. L’analisi delle attività sul web è soltanto uno degli strumenti messi a disposizione dalle autorità francesi alle “spie” impegnate nella lotta al terrorismo. Il decreto appena approvato dà il via libera anche all’utilizzo delle microspie da mettere nelle auto o nei computer.

Je suis sur écoute

I cittadini francesi sono preoccupati per colpa di tre aspetti: l’ampiezza e l’indeterminatezza delle ragioni che possono far scattare le procedure di controllo, l’intrusività della sorveglianza e la fragilità dei sistemi di controllo. L’ex ministro della Cultura Aurélie Filippetti in assemblea ha definito la nuova “scatola nera” un vaso di Pandora: «quelle matasse di dati raccontano la nostra vita privata».

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