ANALISI – Juventus, la tua notte prima dell’esame

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La vita è fatta di priorità, la Juventus ha scelto le sue. Questo emerge dalla sfida del Tardini persa contro il Parma, questo il ritornello negli spogliatoi, sui giornali. Priorità assoluta la sfida di domani sera: verità, o semplice rimedio alla figuraccia di sabato pomeriggio?

Il vantaggio in campionato dà alla Juve la possibilità di giocarsi alcuni bonus, ma la partita contro il Parma sembrava fatta apposta per incamerare punti senza un dispendio eccessivo di energie. Il jolly sarebbe stato meglio riservarlo per prove ben più insidiose. L’ibrido che è sceso in campo sabato pomeriggio ha fatto di tutto perché succedesse esattamente il contrario: una Juventus confusa e confusionaria, senza idee, senza piedi, senza cuore e soprattutto senza testa. Una Juve in larga parte rimaneggiata da uno strano turn over. Un ibrido appunto: mancante di molti titolari, ma anche delle riserve eccellenti. Una Juve orfana della sua famigerata fame, povera di forma e soprattutto di contenuti.

Facile intuire dove possano volare i pensieri in un momento così cruciale e questo giustifica solo momentaneamente il rinvio di una strigliata che invece risulta necessaria. Il poco tempo a disposizione infatti è tutto riservato alla preparazione della partita di domani contro il Monaco, alla scelta della formazione migliore, del sistema di gioco.

Una sconfitta così inaspettata alla vigilia di un esame così importante influenza sicuramente l’ambiente, comporta dei rischi, ma può anche creare nuovi stimoli.

Di certo dopo l’aria di vittoria che si respirava nei giorni successivi all’impresa di Firenze, l’ultima cosa che serviva a questa squadra era una prestazione così al di sotto della aspettative. Aldilà del risultato infatti ha stupito e in parte spaventato l’intera forma della squadra: la Juve non ha costruito niente, non ha vinto un contrasto, non ha creato palle goal, e poco c’entra l’inserimento delle seconde linee. Anche se è vero che in queste condizioni non sempre è possibile vincere, parafrasando Allegri, non si doveva nemmeno perdere.

Dietro questa sconfitta si nasconde però un regalo: uno schiaffo necessario a chi sta sognando troppo, a chi fa di questa ritrovata consapevolezza un’eccessiva sicurezza. La Juventus ha più volte dimostrato che non contano gli uomini, ma la mentalità: sabato sono mancate concentrazione, spirito di sacrificio e soprattutto la grinta.

Resettare subito, mirare all’obiettivo

Non è giusto continuare a strumentalizzare una sconfitta di fatto poco influente, ma bisogna farne un nuovo punto di partenza, senza che possa creare inutili tensioni e soprattutto frenare la squadra sotto il peso della paura di sbagliare.

Con il Monaco in Champions League servirà pazienza, tenere il comando della gara, fare possesso palla e attaccare con ordine e calma. La superiorità della Juve, dichiarata solo su carta, è l’unico nemico di questa squadra che comunque ha dimostrato il suo valore in una stagione che resta indubbiamente di altissimo livello. Un sorteggio così fortunato aiuta certamente a sognare, ma non deve diventare un’arma a doppio taglio, soprattutto adesso che la notte prima degli esami è abitata da qualche tensione, e da non poche paure.

La sconfitta è fisiologica, e per la legge dei grandi numeri ci può stare. La partita di domai però, deve essere diversa: prepararla minuziosamente un dovere, giocarla come se fosse una finale un obbligo. Per dimostrare a tutti che sognare è lecito, anche se significa addormentarsi ogni tanto, ma che non servono schiaffi per svegliarsi, agli appuntementi di livello la Juventus arriva sempre puntuale.

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