Le 5 mete turistiche più bizzarre

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1Gundam Gigante, Tokyo

Una delle attrazioni turistiche più bizzarre della capitale giapponese è la scultura gigante del celebre robot “Gundam”. Alta più di 18 metri, questa statua si trova nel parco Odaiba Shiokaze a Tokyo. È stata costruita nel luglio del 2009 in occasione del 30° anniversario della Mobile Suit Gundam, la più celebre serie televisiva anime giapponese.

2Bastone da hockey gigante, Minnesota

Una tappa obbligatoria per tutti gli amanti dell’hockey. Entrata nel Guinness World Record, questa scultura costruita nella cittadina di Eveleth in Minnesota, Stati Uniti, rappresenta il più grande bastone eretto da hockey al mondo. Ha un’altezza di 107 metri e pesa 3 tonnellate. Di fianco è presente anche un disco da hockey pesante ben 317 chilogrammi.

3BubbleGum Alley, California

Nel centro di San Luis Obispo, in California, è situato un vialetto strapieno di gomme da masticare. Ribattezzato Alley Bubblegum, è lungo 20 metri e attira ogni anno migliaia di turisti curiosi. Secondo alcuni si iniziò ad appiccare gomme su queste mura negli anni ’50 per via di un’accesa rivalità tra due diverse scolaresche.

4Hotel cavernosi di Cappadocia, Turchia

I bizzarri hotel scolpiti nelle grotte di Cappadocia, una regione della Turchia, sono diventati una meta turistica obbligatoria per gli amanti dell’avventura. Non lasciatevi ingannare dall’apparenza. All’interno sono presenti tutti i comfort di un tradizionale hotel, come bagno, letti, aria condizionata e la televisione. Chi c’è stato racconta che il panorama notturno è mozzafiato.

5Catacombe Cristiane, Parigi

All’interno delle catacombe cristiane di Parigi lo scenario è spettrale. Ogni cunicolo, ogni diramazione, è piena di milioni di ossa e teschi accatastati lungo le pareti. Le catacombe risalgono alla fine del 18° secolo, quando i prezzi degli immobili a Parigi avevano raggiunto livelli troppo alti e nei cimiteri non c’era più spazio. Tutti i cadaveri vennero gettati all’interno di queste catacombe e furono molte le persone che morirono al loro interno dopo essersi rifugiati per passare la notte.

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