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Istanbul

Sono ore di terrore a Istanbul: una donna kamikaze è stata uccisa mentre tentava di entrare con una bomba nella questura della capitale turca.  Lo ha annunciato la giornalista della Bbc Rengin Arslan su Twitter e la vicenda è stata poi confermata anche dal governatore di Istanbul, Vasif Sahin.

Un secondo assalitore, ferito, è riuscito a fuggire, ma successivamente è stato catturato, mentre due poliziotti sono rimasti feriti. Dopo il sequestro di ieri del magistrato Mehmet Selim Kiraz e il blitz delle forze speciali finito nel peggiore dei modi con la morte dell’ostaggio, la Turchia vive ore di paura: un aereo della Turkish Airlines diretto a Lisbona è stato fatto tornare all’aeroporto Ataturk di Istanbul dopo un’allerta bomba. Sono invece finiti in manette a Antalya 22 attivisti sospettati di preparare altri attacchi analoghi: sarebbero vicini al Dhkp-C, il gruppo terroristico responsabile del rapimento di ieri pomeriggio.

Presa di mira anche la sede del partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), il movimento del presidente Recep Tayyip Erdogan. I corpi speciali hanno arrestato un uomo che vi aveva fatto irruzione costringendo tutti i presenti ad uscire, per poi salire all’ultimo piano per esporre una bandiera della Turchia con disegnata una spada. Erdogan, rientrato in anticipo da una visita ufficiale in Romania,  ha affermato che “l’attacco era un tentativo di minare il processo di pace con i militanti curdi”.

VIDEO: L’irruzione nella sede del partito Akp

Non mancano inoltre anche problemi di ordine pubblico: le forze di sicurezza hanno usato lacrimogeni per disperdere manifestanti di estrema sinistra nel quartiere di Okmeydani, dove il quattordicenne Berkin Elvan, figura simbolo del movimento di Gezi Park, venne colpito mortalmente da un candelotto lacrimogeno alla testa nel giugno 2013. I due sequestratori del giudice Mehmet Selim Kiraz chiedevano ieri “giustizia” sulla vicenda di Berkin. A due anni dai fatti il poliziotto responsabile della sua morte non è stato ancora incriminato. Ci sono stati incidenti anche nel quartiere popolare di Gazi, dove il Dhkp-C è tradizionalmente attivo. Anche qui le forze anti-sommossa hanno usato lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere gruppi di manifestanti che protestavano contro il sanguinoso blitz a Palazzo di Giustizia.

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