E vissero tutti felici e sCONTEnti

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Sulla Nazionale di Conte continuano ad addensarsi dubbi e perplessità: all’indomani della sfida contro la Bulgaria, al di la dei soliti scontati commenti da bar, sembra chiaro più di ogni altra cosa che questa nuova era si è aperta e continua a dispiegarsi nel segno delle polemiche. Inutili, insensate, che passano per la convocazione di giocatori oriundi, e arrivano all’imbarazzante teatrino del caso Marchisio.
Infortunio sì, infortunio no, la surreale giornata di venerdì è stata condita da ingredienti che avrebbero fatto gola alla Commedia dell’Arte, ma che certamente non aiutano il nostro calcio a risalire la china. A partire da un elemento, oggettivamente grave, il presunto infortunio di Claudio Marchisio (poi rivelatosi meno grave del previsto) si apre uno scenario di battibecchi e frecciate acutissime, di cui si rendono protagonisti due vecchi amanti, e che inscenano una performance degna dei più grandi e dolorosi divorzi.Da una parte le accuse della dirigenza bianconera, dato l’eccessivo carico di lavoro cui sono sottoposti i giocatori nelle sedute di Conte, dall’altra le risposte del ct della nazionale che continua a riferirsi ad un insieme di situazioni di cui era protagonista da condottiero dell’armata juventina.

Antonio Conte e la Juventus sembrano quindi rivangare dissapori mai sopiti e vecchi rancori, tipici di una “coppia” che non ha risolto in modo sereno la fine di un rapporto e che ancora rende difficile la civile collaborazione. Le due parti in causa sembrano talmente concentrare a coltivare il proprio orto da perdere il senso della realtà:alla Juventus non dovrebbero appartenere polemiche di questo tipo, nutrite dalla cieca paura di perdere una pedina importante in un momento delicatissimo della stagione in cui diventa necessaria.Un’innamorata mal ripagata che ha perso di obiettività. Un infortunio però non può e non deve essere elemento esclusivo per mettere in dubbio un lavoro che è appena iniziato e che sta dando i suoi primi frutti tra l’altro tutti positivi. Ad Antonio Conte non devono servire pretesti, per un’avventura che non è partita certo nel migliore dei modi, ma che deve essere gestita in modo diverso: le critiche ricevute non devono essere trasformate in un alibi per abbandonare la nave, ma fornire uno stimolo in più per la buona riuscita,nonostante la sua abitudine alla mentalità da club.

Ancora tensioni tra conte e la juventus alimentate dall’infortunio di marchisio

La nazionale non è la Juventus, i risultati tarderanno ad arrivare e soprattutto saranno figli di una ritrovata identità. Nell’intera vicenda tra i due litiganti si è perso di vista l’elemento principale: sebbene il finale sia stato più roseo del previsto, in pochissimi si sono concentrati sull’infortunio di Claudio Marchisio, in pochi sulle prestazioni della squadra. Il centro della questione restano i calciatori: i club non possono interferire sul lavoro della Nazionale, piuttosto dovrebbero tornare a compiacersi nel fornire giocatori che a loro volta devo tornare a sentirsi onorati nell’indossare una maglia che significa anche apice di una carriera di successi. Dal canto suo la Nazionale deve tornare ad essere vetrina dei nostri gioielli e seguire un allenamento che tenga conto del grado di preparazione di ogni singolo giocatore in quel preciso momento e tutelando il capitale tecnico che gli viene assegnato.

L’augurio è che lo Juventus Stadium di martedì sera possa essere palcoscenico di una pace ritrovata, perché lo strappo tra il ct e la Juventus non prenda la deriva in un contesto in cui la collaborazione in vista delle qualificazioni diventa sempre più necessaria.Prova del nove soprattutto prova di maturità, diventa l’amichevole con l’Inghilterra: con l’augurio che nel post-partita si torni a parlare di calcio.

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