Apple rivoluziona la ricerca medica: Research Kit è già un successo

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La compagnia di Cupertino non è nuova a imprese storiche, che hanno rivoluzionato diversi settori nel corso degli ultimi 30 anni. Dopo l’introduzione del primo Mac, del primo iPod e del primo iPhone, Apple ha voluto puntare su un campo estremamente utile per l’intera umanità, cioè quello della ricerca medica-farmaceutica. Con la presentazione della piattaforma Research Kit dello scorso lunedì presso lo Yerba Buena Center, Apple ha rivoluzionato questo settore, come dimostrano i già diecimila iscritti al programma di ricerca sui problemi cardiovascolari.

Research Kit è una piattaforma open source, che permette a chiunque possieda un iPhone di potersi offrire come volontario per test medici, effettuabili presso i centri medici associati. Una volta raccolti, i dati potranno essere inviati ad altre strutture cosi da permettere ai ricercatori di accedere a informazioni in tempo reale, offrendo inoltre  ai volontari la possibilità di ricevere risposte in modo più rapido ed efficiente. Il punto chiave di questo servizio sta proprio in questa completa interazione tra volontari e ricercatori, i quali potranno comunicare tra di loro in qualsiasi momento per scambiarsi informazioni.

Visto il numero sempre più grande di utenti, Apple ha sicuramente dalla sua la possibilità di dare un grosso contributo alla ricerca. Tuttavia, trattandosi di un campo estremamente importante, non mancano i dubbi e le perplessità. La ricerca medica si basa principalmente su dati raccolti, per cui i candidati devono essere scelti in maniera accurata, secondo delle procedure complesse e precise. Research Kit invece permetterebbe a qualunque possessore di iPhone di poter partecipare a questo programma. E’ anche vero che i test verrebbero svolti da equipe mediche specializzate, e che quindi l’attendibilità di questi dati dovrebbe essere alta.

Il fatto di essere open source, consente non solo agli utenti ma anche agli sviluppatori di poter lavorare sulle varie istituzioni mediche per creare e migliorare l’acquisizione e la qualità dei dati. E’ normale che gli attuali servizi messi a disposizione da Apple non siano quelli che saranno utilizzati in questo campo nei prossimi anni. Si tratta di qualcosa di nuovo, che ha bisogno ancora di crescere e sarà solo grazie alla collaborazione tra le strutture mediche e le aziende produttrici che si potranno raggiungere importanti risultati.

L’elemento privacy ha destato grossi dubbi sugli applicativi di Research Kit, visto che i dati sarebbero condivisi con tutte le struttura mediche associate, chiunque potrebbe avere informazioni su un determinato volontario. Ma Apple ha voluto tranquillizzare i propri utenti, spiegando che i dati saranno raccolti esclusivamente (Apple non otterrà alcun tipo di informazione) dalla Sage Bionetwork in forma del tutto anonima, la quale si occuperà di filtrarli e inviarli alle varie istituzioni mediche. Allo stesso modo ci sarà la possibilità, per chi vorrà, di diventare “cavia” per una determinata ricerca, collaborando in privato con i vari ricercatori.

Trattandosi di un settore nuovo per Cupertino, ritengo che sia normale avere molti dubbi su questo servizio, che possono essere considerati fondamentali, perché possono aiutare al riconoscimento degli errori, a evitarli e a raggiungere risultati con meno tempo e più efficacia. Come tutte le cose nuove ha solo bisogno di tempo per affermarsi, ma da i dati presentati da Stanford, che parlano di un risparmi in termini di tempo e di soldi elevato, Apple ha fornito una base solida da cui partire.

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