Prepariamo una maratona: l’importanza della mezza

355
0
CONDIVIDI

Eccoci di nuovo insieme per analizzare gli aspetti più importanti della preparazione ad una maratona, andando a spulciare nel dettaglio una ipotetica tabella di allenamento creata appositamente per centrare l’obiettivo.

Ci eravamo lasciati parlando di macro e micro cicli, di come essi possono integrarsi e di come interpretarli per non sbagliare. Ora cerchiamo invece di spiegare come introdurre delle uscite di media e lunga distanza, propedeutiche per arrivare al nostro punto di arrivo: i 42 Km. Innanzitutto è bene dire che durante i 4 mesi di preparazione (calcolati per un runner in buona forma e con una solida base aerobica alle spalle) ci devono essere almeno due mezze maratone, in genere corse alla domenica mattina per maggiori disponibilità di tempo e nelle quali si prova il proprio stato di forma fisica.

www.overpress.it-exerceo-allenamento-corsa-maratona-running-run-NYC-Marathon

Per essere maggiormente stimolati, anziché effettuare la classica uscita in solitaria o con gli amici, si può optare per una gara ufficiale prevista per la giornata in questione. L’esperienza mi ha insegnato che fare una gara di questa tipologia non vuol dire aspirare a fare il tempo, ma semplicemente limitarsi a correre la distanza secondo la propria Vr, spingendo magari un pochino negli ultimi Km del percorso se ci si sente in grado. Da evitare ogni qualsiasi stimolo nel competere con altri per poi scoprire alla fine di essersi fatti male e di aver compromesso tutto quanto fatto fino a quel momento! Personalmente ritengo che questo esercizio aiuti molto a sapersi regolare e gestire lo sforzo, cosa molto importante per arrivare in fondo.

www.overpress.it-running-exerceo-salute-benessere-corsa-run-doms-runners

Non serve partire “a razzo” con la convinzione che tanto arriveremo comunque. La prima mezza deve assolutamente essere corsa a ritmo Vr, senza spingere. Con la seconda, invece, da programmare a distanza di almeno due settimane dalla prima e comunque entro i primi due mesi di preparazione, si può spingere un pò di più ma sempre non andando oltre il nostro limite massimo. Al traguardo la sensazione dovrebbe essere quella di sentirsi bene e con molto carburante ancora in corpo da spendere; se non la si prova e si arriva stanchi potrebbe significare che non si è interpretato la gara nel modo giusto. Il terzo mese di allenamento, poi, è quello più importante poiché comprende i famosi “lunghi”, che vedremo nel dettaglio prossimamente. Nel frattempo continuate a leggermi e ad allenarvi, mi raccomando! A presto!

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS