Libia: l’Isis uccide i 21 egiziani rapiti. Appello per un intervento dell’Onu

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Avanza la marcia jihadista in Libia. Dopo aver preso il controllo di Sirte, i terroristi dell’Isis hanno intimato alle truppe locali di lasciare la città libica entro domani. Il parlamento libico ha confermato che i 21 egiziani rapiti dagli estremisti islamici sono stati uccisi.

Nei giorni scorsi i media egiziani avevano annunciato che i sequestrati erano stati sgozzati dai tagliagole dell’Isis ma la notizia non aveva trovato conferme. Ora l’ufficialità arriva dalla tv di Stato citata dal Daily News Egypt su Twitter. Due emittenti radiofoniche di Sirte, “Free Voice” e “Radio Mikdashi”, sono finite sotto il controllo dei jihadisti i quali hanno trasmesso alcuni versi del Corano e discorsi del califfo dell’Is Abu Bakr al-Baghdadi e del portavoce del gruppo Abu Mohammed al-Adnani.

I sostenitori del generale libico Khalifa Haftar sono scesi in piazza per chiedere al parlamento la nomina del loro generale come capo delle forze armate libiche. I manifestanti riunitesi nel centro di Tobruk, città che ospita la sede del parlamento eletto il 25 giugno scorso in Libia, hanno chiesto anche le dimissioni dell’ambasciatore statunitense in Libia e la riesumazione dei vecchi accordi tra Libia e Russia sulla compravendita di armi.

Si invoca anche un intervento coordinato dell’Onu. Palazzo Chigi ha già dato la sua disponibilità. 

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