Vegetariani per scelta o per necessità?

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C’è chi decide seguire un’alimentazione priva di carne per questioni di salute, chi lo fa per questioni di etica, chi ancora perché sta diventando una “moda” che contagia persino i divi dello spettacolo. Ma la domanda che vi pongo oggi è un’altra: se noi tutti volessimo continuare a mangiare una bistecca al giorno, ci sarà cibo per tutti in futuro? 

La risposta teorica è sì: la produzione agricola mondiale sarebbe in grado di alimentare gli attuali 7 miliardi di individui sulla Terra e potrebbe continuare anche in futuro. In pratica attualmente quasi un miliardo di persone soffre di problemi legati alla denutrizione. Come mai? La risposta è che è necessario sfamare, oltre ai 7 miliardi di persone, anche i quasi 4 miliardi di animali di allevamento necessari per sfamare la parte “ricca” e sovralimentata del pianeta (Europa e Nord America).

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Non a caso, nel mondo si stima che ci siano circa un miliardo di persone obese e in sovrappeso, che hanno una dieta principalmente carnivora, mentre il miliardo di persone sottoalimentate segue una dieta (necessariamente) erbivora. A tutto ciò dobbiamo aggiungere i paesi emergenti (Cina e India in primis): con il sopraggiungere del benessere, dovuto alla rapida crescita economica, questi stati stanno copiando lo stile di vita di noi Occidentali. Se tutti gli abitanti di questi Paesi dovessero nutrirsi come uno statunitense medio, in poco tempo, sulla Terra, avremmo più animali d’allevamento che esseri umani! Ma veniamo al consumo di acqua.

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La produzione di carne, infatti, è uno delle principali cause della crisi idrica. È stato calcolato che per produrre un chilo di carne di vitello servono circa 15.000 litri di acqua: per irrigare i campi destinati al nutrimento dell’animale, per dissetarlo, mantenerlo e macellarlo. Per produrre un chilo di cereali sono richiesti meno di 1.000 litri di acqua. Se pensiamo, poi, che solo il 10% del cibo necessario a sfamare un animale viene convertito in carne da consumare, i conti non tornano, in termine di costi/benefici. Il quadro è allarmante?

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Ebbene sì, ma per modificare le cose basta davvero poco. Non dobbiamo per forza diventare tutti vegetariani da un giorno all’altro per poter assicurare un ambiente sostenibile per i nostri figli. Una riduzione del consumo di carne del 25% nei paesi Occidentali (che corrisponde a eliminare da tavola la carne per due volte a settimana) sarebbe già un bel traguardo e il nostro pianeta riuscirebbe a tirare un sospiro di sollievo. Non è impossibile: proviamoci, da oggi.

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