Calcioscommesse: in 130 a giudizio. C’è Conte, spunta Colantuono

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La Procura di Cremona sta notificando in queste ore l’avviso di chiusura delle indagini con conseguente rinvio a giudizio per i 130 indagati nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Tra questi ci sono calciatori, ex giocatori e dirigenti. L’accusa mossa nei confronti del commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte non è più di associazione a delinquere, con la quale era stato iscritto nel registro degli indagati, ma di frode sportiva.

Viene invece contestata l’associazione a delinquere al capitano della Lazio Stefano Mauri, all’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, all’ex attaccante della Nazionale Beppe Signori e ai suoi commercialisti Manlio Bruni e Francesco Giannone. Indagati con la stessa accusa anche gli ex calciatori Stefano Bettarini e Alessandro Zamperini e l’attuale allenatore dell’Atalanta Stefano Colantuono, per la gara Crotone-Atalanta del 22 aprile 2011 che finì 2-2 con una rete di Doni. Archiviazione per Bonucci e Criscito.

Gli inquirenti hanno analizzato 18 partite sospette della stagione 2010-2011, tra cui i quattro incontri della Cremonese (Lega Pro, Prima divisione), cinque partite di serie B e un match di serie A (Inter Lecce, terminato 1-0). Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, è accusato di aver organizzato la vittoria della propria squadra con almeno tre gol di scarto nel match Atalanta-Piacenza, per favorire coloro avevano scommesso su questo risultato. La partita in questione terminò 3-0 per i bergamaschi.

Stefano Colantuono, che afferma di non aver ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria, è indagato insieme all’ex capitano Cristiano Doni e al direttore sportivo dell’Atalanta, Gabriele Zamagna. Secondo l’avviso di chiusura delle indagini, i tre «in concorso tra loro, offrivano o promettevano denaro o altra utilità, o ne accettavano l’offerta o la promessa, e comunque compivano atti, anche fraudolenti, diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio Crotone-Atalanta in programma il 22 aprile 2011, in modo da conseguire il risultato finale di “over 2,5”, conforme alle scommesse predisposte».

Antonio Conte viene accusato di aver compiuto «atti, anche fraudolenti, diretti ad ottenere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento dell’incontro di calcio Novara-Siena del 30 aprile 2011, terminato 2-2, e comunque un risultato conforme alle scommesse effettuate». L’allora allenatore del Siena avrebbe avvisato i propri calciatori dell’accordo raggiunto tra le due società per il pareggio. Nell’avviso di chiusura delle indagini si fa riferimento anche all’ultima gara di campionato Siena-Albinoleffe. I bianconeri avevano già ottenuto la promozione in Serie A mentre all’Albinoleffe servivano punti per raggiungere i play off. «Alcuni giorni prima della partita di ritorno, quando all’ultima giornata di campionato di serie B il Siena aveva già conquistato la promozione in serie A, laddove all’Albinoleffe occorrevano punti per accedere ai “play off”, – scrive il procuratore di Cremona Roberto di Martino – aveva luogo una riunione tecnica alla quale erano presenti l’allenatore Conte Antonio, il vice allenatore Alessio Angelo, il collaboratore tecnico Stellini, il preparatore dei portieri Savorani e l’intera squadra del Siena, in occasione della quale, anche a seguito del “benestare” di Conte, veniva presa la decisione definitiva di lasciare la vittoria all’Albinoleffe, nell’ambito di un contesto in cui si teneva conto anche del risultato della partita d’andata, vinta dal Siena».

Indagati insieme all’attuale ct della Nazionale anche il suo vice Stellini, Dario Passoni, Mirco Poloni, Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio, Luigi Sala, Terzi, Ferdinando Coppola, Alessio Garlini e il preparatore Savorani. Il processo dovrebbe cominciare in autunno.

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