ANALISI – Si, è la Juventus di Pogba

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Juventus bruttina, bellissimo Pogba: sintesi perfetta di un pomeriggio narcotizzante, in cui una Juve fumosa e inconcludente sembrava doversi arrende allo sterile 0-0 imposto da un Chievo ordinato e ben disposto in campo. Forse troppo appagata dalla recente passerella piena di goal, la Juventus è meno brillante, a tratti soporifera, tanto da rendere più coraggiosi gli avversari che provano ad attaccare con continuità soprattutto all’inizio del secondo tempo. Incantesimi del genere si rompono così, con le magie: l’ennesima prodezza di Paul Pogba sblocca il risultato, e un altro dei suoi numeri permette di mettere in cassaforte la vittoria. Partite del genere si vincono così, quando nella rosa c’è “un giocatore da 100”: parola di mister Allegri che fissa la quotazione del giocatore, si gode questo talento e anche la vittoria che porta la Juve ad un rassicurante +7 in classifica. In una squadra che ha sempre fatto del collettivo la sua arma vincente, è sorprendente notare la crescita di un singolo e come possa emergere il suo valore partita dopo partita, soprattutto in un centrocampo di grandi personalità. Tecnica, velocità, ottimo senso del goal e grande, grandissima maturità calcistica: a Paul Pogba si perdonerebbero anche eventuali colpi di testa, nei quali sperano i nemici più giurati, e che sembrano non arrivare mai nonostante la sua giovane età. Anzi, quando l’estrema facilità con cui conclude le sue giocate porterebbe a banalizzare ogni suo gesto, continua a sorprendere con la sua maturità: si avvicina ad uno stizzito Vidal in corso di sostituzione, rassicurandolo sulla sua grande importanza per la squadra.

Leader vero dentro e fuori dal campo, inizia a convincere anche i critici più accaniti, ai quali resta un’ultima carta da giocare: la Champion’s League. Si avvicinano i due scontri col Borussia, e restano ancora il primo grande banco di prova della stagione, e unico tranello in cui cadere. Pogba è il valore aggiunto, l’insostituibile, perchè ha ancora margini di miglioramento e perche la sua quotazione sembra salire partita dopo partita, una buona prestazione in Champion sancirebbe la sua definitiva consacrazione.

E’ inevitabile che Pogba prima o poi vada via, il calcio italiano non è più così appetibile sia economicamente che a livello tecnico, ma a prescindere dai colori tutti dovrebbero sperare che venga trattenuto dalla società: vederlo giocare è uno spettacolo che riconcilia col mondo del calcio.

I tifosi sperano che la Juventus non ceda alla tentazione di incassare, e se le cose dovessero andare così, che non ceda al bisogno di intascare a benefico del bilancio , ma che investa nel modo giusto.

Nessuno adesso impedisce di sognare e di guardare alla possibilità di tenerlo e di costruire attorno a lui una squadra più competitiva per tentare il decisivo salto in ambito europeo.

La Juventus ha i piedi per terra, e dimostra sempre di saper gestire i momenti critici, uno alla volta e soprattutto le sfide, senza sottovalutarne nemmeno una. Adesso testa all’incontro di Coppa Italia, e poi avanti tutta in un campionato che permette, per il momento, di spiegare le vele. Nella prima giornata del girone di ritorno, la Juve si è lasciata guidare dal suo grande campione, ma non può e non deve accadere ancora: mai cedere in termini di attenzione, perdere punti in questo momento significherebbe un preoccupante arrivederci ad un allungo più rassicurante in classifica, considerato il momento di difficoltà della Roma. E considerando l’avvicinarsi dell’unico vero giro di boa della stagione, una defaillance a livello psicologico potrebbe rivelarsi fatale. Serve tutto l’entusiasmo possile per tentare la qualificazione ai quarti di Champion’s League, vero salto di qualità rispetto alla scorsa stagione, vero scatto rispetto alla Juve di Conte. Questo scomodo paragone, che si allontana sempre di più, ha rappresentato il fattore dominante, lo stimolo a fare sempre meglio: la squadra non ha perso l’intensità e la fame, visto che l’unico vero avversario da superare è la Juve stessa. Gioca meglio, con più attenzione, merito di meccanismi collaudati sui quali si lavora da anni, ma sui quali sta lavorando bene anche mister Allegri. Merito della leadership dei senatori, della strepitosa crescita di Pogba, e della continuità del rendimento di una difesa che, nonostante le grandi assenze e i continui momenti di emergenza incassa pochissimi goal (meno dello scorso anno).

I tifosi possono ben sperare, almeno per i prossimi appuntamenti.

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