Greta e Vanessa sono libere, 12 milioni per il riscatto. Salvini: “una vergogna”

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Greta Ramelli e Vanessa Marzullo sono libere. Le due giovani volontarie italiane, rapite il 31 luglio in Siria, erano apparse in video lo scorso 4 gennaio. La loro liberazione è stata anticipata via Twitter da alcuni account vicini alla resistenza anti-Assad ma è stato Palazzo Chigi a ufficializzare il loro ritorno in Italia.

Atterreranno nella notte all’aeroporto di Ciampino dove ci sarà ad attenderle il primo ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Le famiglie delle due ragazze festeggiano e ringraziano la Farnesina e il governo per quanto fatto. La mamma di Greta Ramelli ha detto: “Siamo felicissimi, non vediamo l’ora di riabbracciare nostra figlia”. Per il padre di Vanessa Marzullo “finalmente tutto è risolto”.

ragazze rapite in siria

Greta e Vanessa saranno ascoltate dagli inquirenti della Procura di Roma non appena faranno ritorno in Italia. I magistrati, che avevano aperto un’inchiesta per sequestro di persona a scopo di terrorismo, attendono una informativa del Ros dei carabinieri e della Digos della polizia.

I media arabi parlano di un maxi riscatto da 12 milioni di dollari ma la fonte non viene menzionata. Il segretario federale della Lega Matteo Salvini interviene in merito alle prime indiscrezioni sull’esborso giudicandolo “una vergogna”.

“La liberazione delle due ragazze mi riempie di gioia ma l’eventuale pagamento di un riscatto che permetterebbe ai terroristi islamici di uccidere ancora sarebbe una vergogna per l’Italia. Presenteremo oggi stesso un’interrogazione al ministro degli Esteri per appurare se sia stato pagato un solo euro per la liberazione delle due signorine.”

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