Charlie Hebdo: Maometto in copertina. È caccia ai terroristi in fuga

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L’intelligence e le forze dell’ordine francesi sono alla ricerca di almeno un’altra persona che avrebbe aiutato i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly a compiere le loro stragi a Parigi. Lo afferma il primo ministro Manuel Valls ai microfoni RMC e a BFM-TV, annunciando un aumento dei controlli con 4.700 poliziotti che presidieranno le 717 scuole ebraiche e 10.000 militari pronti a presidiare i siti sensibili.

La terrorista in fuga

Hayat Boumeddiene, la compagna di Coulibaly riuscita a fuggire durante il blitz delle teste di cuoio, non si trova più in Francia. La donna ha passato il confine turco l’8 gennaio per recarsi in Siria, dove probabilmente si è unita ai miliziani dell’Isis. Il ministro degli Interni turco ha precisato che “Non c’era uno specifico divieto di ingresso in Turchia per lei”.

Hayat Boumeddiene

Nuove minacce per la Francia

Arrivano nuove minacce alla Francia da Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi): “Finché i suoi soldati occuperanno paesi come il Mali e il Centrafrica e bombarderanno i nostri popoli in Siria e Iraq e fintanto che la sua stupida stampa continuerà ad arrecare danno al nostro profeta, la Francia si esporrà al peggio”. Nel messaggio di Aqmi divulgato dai siti islamici c’è anche il saluto ai “tre cavalieri dell’Islam eroi della battaglia di Parigi”.

Intanto la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo lavora al nuovo numero che uscirà il 14 gennaio. Saranno stampate 3 milioni di copie e verrà tradotto in 16 lingue. “Ci saranno nuove vignette su Maometto”, ha anticipato Richard Malka, legale della rivista satirica. Il caporedattore Gérard Biard dice che sarà un numero commemorativo, ma senza essere troppo piagnucoloni.

Questa la copertina.

La situazione in Italia

Massima allerta anche in Italia. Rafforzati i controlli a Roma, soprattutto al Ghetto e alla scuola ebraica. Il capo della Digos romana, Diego Parente, ha dichiarato: “I servizi sono stati rimodulati e potenziati davanti a tutti gli obiettivi sensibili. Non c’è al momento nessun riscontro sulle minacce al Vaticano ma l’allerta è massima. Su quest’ultimo allarme non è stata trovata ancora conferma.”

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