Le Maledizioni dei Runners: Lesioni Muscolari

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Prosegue la carrellata di informazioni dedicate ai principali e peggiori tipi di infortuni che per un podista possono rappresentare un vero ostacolo. Questa volta parliamo delle lesioni muscolari e della sindrome della banderella ileo-tibiale, entrambi molto dolorosi quanto difficili da curare. Ma andiamo con ordine.

Vi possono essere tre diversi tipi di lesioni (più comunemente chiamate “strappi”): di primo, secondo e terzo grado. In quelle di primo grado si ha in genere la comparsa di un edema liquido ma non si ha alcuna rottura delle fibre muscolari (tanto che sarebbe più corretto parlare di semplice stiramento); nel secondo caso, invece, c’è la rottura di alcune fibre oltre che la comparsa di un edema, mentre nel terzo caso la rottura delle fibre muscolari è molto estesa e si ha un edema liquido diffuso con possibile travaso di sangue. Generalmente questo tipo di infortunio si verifica nel momento in cui si compiono movimenti bruschi o scatti improvvisi senza che si sia svolto adeguato riscaldamento precedentemente. Esempio classico, nel periodo invernale, è la partenza a “tradimento” tipica di alcune corse competitive di paese, dove si spinge a tutto gas sin dal primo metro di gara e magari il riscaldamento svolto è stato il semplice corricchiare dal posteggio dell’auto fino alla riga di partenza! Personalmente ho partecipato a moltissime di queste gare, e vi confesso che è veramente facile farsi male senza nemmeno accorgersi.

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Quindi cosa si può fare in buona sostanza per superare questo ostacolo? Innanzitutto effettuare un buon quarto d’ora di riscaldamento, con allunghi brevi e un po’ di stretching (mai da freddi!!), e poi naturalmente mantenere la testa. Ciò significa che se si è arrivati a pelo per la partenza e non si è caldi, meglio partire con un po’ di calma in più e accantonare l’agonismo. Sarà per la prossima volta! Nel caso di un infortunio di questo tipo, in base all’entità ci sono cure più o meno mirate che in genere consistono in riposo, impacchi di ghiaccio, compressione ed elevazione dell’arto leso. Più recentemente si è introdotto anche un approccio riabilitativo moderno, caratterizzato da stimoli elettrici forniti al muscolo coinvolto e pare che il recupero con questo tipo di trattamento sia più rapido ed efficace, nel senso che riduce il rischio di ricadute del 3% in più rispetto al metodo tradizionale. Completamente differente il discorso per quanto riguarda la sindrome della banderella ileo-tibiale, infortunio molto fastidioso e tipico dei podisti alle prime esperienze che analizzeremo a fondo nel prossimo articolo. Non mancate, e come sempre buon allenamento!

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