Attacco terroristico nella sede di Charlie Hebdo, morte 12 persone

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Assalto armato nella sede parigina di Charlie Hebdo, periodico settimanale satirico francese di tradizione libertaria e repubblicana. Due persone a volto coperto armate di kalashnikov hanno aperto il fuoco contro la redazione del giornale uccidendo almeno 12 persone, due delle quali poliziotti. I testimoni li hanno sentiti urlare “Vendicheremo il profeta”, oppure “Allah u Akbar, Dio è grande”.

L’attacco e la fuga

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Le scene riprese dai giornalisti presenti nella redazione di Charlie Hebdo dimostrano la crudeltà degli assalitori. Hanno sparato uccidendo chiunque si trovasse davanti a loro. Gli agenti della polizia sono stati travolti da una raffica di proiettili e sono stati ammazzati mentre erano a terra. Dopo l’attacco i terroristi sono tornati in auto per fuggire, facendosi strada a colpi di Ak 47. Ci sono posti di blocco in tutta Parigi. L’allerta a livello 3 non esclude altri attacchi ed estende il pericolo anche nel resto d’Europa e negli Stati Uniti.

L’appello di Hollande

Il presidente della Repubblica francese Hollande, arrivato sul posto, ha dichiarato: “È terrorismo, attacco contro la libertà. Dobbiamo reagire con fermezza, ma con uno spirito di unità nazionale. Dobbiamo essere compatti, mostrare che siamo un paese unito. Siamo in un momento difficile: molti attentati erano stati evitati, sapevamo di essere minacciati perché siamo un paese di libertà”.

Le testimonianze e quella telefonata agghiacciante

Le immagini e i video pubblicati in rete dai testimoni e dalla stessa redazione del settimanale satirico stanno facendo il giro del web, rimbalzando di sito in sito. Si vedono i due terroristi con in mano i kalashnikov pronti ad entrare in azione. Viene ripresa l’uccisione di un poliziotto steso a terra mentre alcuni giornalisti filmano i loro attimi di terrore sul tetto della sede, dove si erano rifugiati per scappare agli assalitori.

La telefonata di uno dei dipendenti del giornale Charlie Hebdo racconta quegli attimi di paura: “È un vero massacro, ci sono dei morti!”.

Precedenti e cause

Nel 2006 Charlie Hebdo suscitò polemiche pubblicando una serie di caricature del profeta Maometto. Nel 2011, dopo aver annunciato la nomina di Maometto come direttore del numero in uscita, che si sarebbe chiamato «Sharia Hebdo» in relazione alla vittoria del partito islamico di Ennahda alle elezioni in Tunisia e alla decisione del nuovo governo libico di usare la sharia come principale fonte di legge, la sede venne distrutta con una bomba molotov.

Di seguito l’ultima vignetta satirica pubblicata su Twitter diversi minuti prima dell’attacco.

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