Lizard Squad: rivelazioni da un membro del team di hacker

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In questi giorni avrete quasi certamente sentito parlare del Lizard Squad, il team di hacker dietro agli attacchi che, durante le festività natalizie, hanno colpito Xbox Live, PSN e la rete TOR. Ma non solo: stando a quanto rivelato in un’intervista al The Washington Post da Ryan Cleary, identificatosi come uno degli amministratori del team, il Lizard Squad avrebbe anche consentito ad un altro gruppo di hacker, i “Guardians of Peace (GOP)”, di accedere ai sistemi di Sony Pictures consegnandogli le credenziali di accesso di alcuni dipendenti. In base a quanto dichiarato da Cleary, il coinvolgimento del Lizard Squad all’interno della vicenda si limiterebbe esclusivamente a questa fase iniziale.

Per quanto riguarda gli attacchi che hanno colpito l’Xbox Live e il PlayStation Network, da cui quest’ultima in particolare ha faticato a tornare alla piena operatività, pare che il Lizard Squad aveva avvisato sia Microsoft che Sony circa un mese prima di un eventuale attacco, ma molto probabilmente, in base quanto accaduto in seguito, nessuna della due ha avuto il minimo sospetto che la minaccia fosse reale.

Riferendosi invece agli attacchi alla rete TOR, Cleary ha dichiarato che l’obiettivo era quello di mettere tutti al corrente di una una problematica del sistema che permette di reindirizzare facilmente la maggior parte del traffico in uscita verso un sito web diverso da quello voluto dall’utente.

Cleary ammette però che il gruppo si è spinto troppo oltre quando nel mese di agosto, attraverso Twitter, segnalò la presenza, poi smentita, di una bomba su un aereo dell’American Airlines sul quale viaggiava John Smedley, presidente di Sony Online Entertainment. Nonostante ciò Cleary sembra tranquillo all’idea che l’FBI abbia iniziato ad indagare su di loro: a quanto pare infatti, la maggior parte dei membri del team “lavora” dall’Europa, quindi fuori dalla portata dell’FBI.

In conclusione Cleary ha dichiarato che l’obbiettivo del gruppo è da una parte quello di divertirsi, ma dall’altra è quella di esporre ed evidenziare importanti problematiche di sicurezza che affliggono alcune aziende a cui cittadini e dipendenti affidano dati ed informazioni personali.

Potete leggere l’intera intervista a questo indirizzo.

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