ANALISI – Juventus panettone amaro

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Si chiude con una sconfitta l’anno della Juventus che si arrende ai rigori in una partita che regala al Napoli la Supercoppa e che mette in rilievo tutte le problematiche dei bianconeri.  I complimenti alla squadra di Benitez sono doverosi perchè nonostante navighi in posizioni lontane dalla vetta in campionato, ha dimostrato di essere all’altezza di una finale, come daltronde dimostrano i nomi della sua rosa. Al contrario, nelle partite ad eliminazione diretta, è la Juve a portarsi dietro tutte le sue lacune, che ieri sono emerse senza scusanti. Non si possono aspettare certo i passi falsi per sottolineare questo genere di mancanze, perchè in forma latente sono presenti anche nelle vittorie e potrebbero trasformarsi in problemi più pesanti in fasi ancora più delicate della stagione.

A prescindere infatti da quanto si possa essere fortunati nella “lotteria dei rigori”, è nei 120 minuti che la Juve ha mostrato il suo lato più stanco, deconcentrato e svogliato. Il problema è sempre lo stesso, ed è l’errore da recriminare: una sbagliata gestione del vantaggio. Non si può concedere campo agli avversari con l’intento di giocare in contropiede, perchè non è proprio nelle corde della squadra, che fa del possesso palla la propria arma vincente. Nel caso di ieri sera la Juve avrebbe dovuto chiudere la gara nel corso del primo tempo, nella fase in cui travolge l’avversario e invece ha bloccato qualsiasi slancio vincente nella difesa di un risicato 1 a 0. A nulla servono le polemiche sul cambio di Pirlo, se la partita fosse finita con una vittoria non se ne parlerebbe nemmeno, anche se togliere un giocatore per difendersi la dice lunga sulle intenzioni del match.

Il Napoli vince perchè la Juve si siede dopo ogni vantaggio.

E’vero, la squadra ha bisogno di riprende fiato: sarebbe il caso di non farlo staccando la spina in campo, regalando fiducia agli avversari, e sprecando più energie di quante ne servano davvero. C’è un lato positivo però, che è quello della prestazione di alcuni giocatori, in una partita in cui il calcio italiano ha esportato, tutto sommato, uno spettacolo godibile: protagonista è stato il confronto tra Tevez e Higuain a dimostrazione del fatto che aldilà degli schemi, della tattica, nel calcio conta il guizzo del campione che spesso si rivela fondamentale. E in una lotta tutta argentina, è il caso di sottolineare ancora una volta il valore tutto italiano di Buffon, che nel post partita infatti esprime tutto il suo rammarico, ma rilancia la squadra verso i prossimi obiettivi. I bianconeri le hanno provate tutte per perdere e alla fine ci sono riusciti e sconfitte del genere non hanno giustificazioni, ma servono per ripartire, per imparare in termini di carattere, per recuperare intensità agonistica. Vincere aiuta sempre a liberarsi da tabù, ad allontanare fantasmi e soprattutto a non alimentare tensioni, qualora ce ne siano già. Un occhio va sicuramente al mercato: l’arrivo di giocatori crea respiro, aggiunge valore sul piano dell’ambizione e della qualità. Tutelarsi nei settori in cui siamo più deboli è un dovere, investire su giocatori che dal dischetto non sbagliano, un piacere.

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