ANALISI – Juventus, il Borussia e la “pareggite”

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In un momento in cui la Juventus sembra dover affrontare dubbi e insicurezze in campionato, le speranze arrivano dalla Champion: nell’urna di Nyon i bianconeri pescano il Borussia che alimenta e fa crescere la fame dei sognatori e ridimensiona le aspettative anche dei più razionali.

Sebbene la squadra di Klopp rappresenti ancora una delle formazioni più vivaci e brillanti del panorama europeo, è un avversario alla portata della migliore Juventus. Migliore soprattutto in termini di fantasia, di intenzioni, di concretezza. Tutte qualità che stanno leggermente sfumando in questa fase di campionato, soprattutto se guardiamo all’ ennesimo pareggio, quello di domenica, che si è consumato nel lunch match contro la Samp, e che interrompe la striscia positiva allo Juventus Stadium. La “pareggite” da cui sembra affetta questa squadra adesso inizia a preoccupare, perchè stavolta arriva dopo una buona prestazione e soprattutto perchè porta la Roma ad una distanza pericolosa. Un regalo bello e buono per gli uomini di Garcia che stavolta non lo rimandano a mittente, e che riempie l’ambiente di tensione in vista degli ultimi due appuntamenti di questo 2014. Nel primo tempo si è vista una partita a senso unico, una sorta di allenamento ad una porta sola: la Juve pressa in maniera efficace e dimostra la propria superiorità in maniera impressionante, soprattuto nella prima mezz’ora. Un goal solo però non può bastare per mettersi a riparo dal prevedibile risveglio dei blucerchiati: provvidenziale l’ingresso in campo di Gabbiadini che cambia il voto al match e segna il goal del pareggio. Il centrocampo si spegne gradualmente, lasciando scoperta una difesa con tutte le sue ferite in evidenza: con Chiellini squalificato non ci sono in panchina difensori puri, il che rende non più auspicabile ma assolutamente necessario un rinforzo nel mercato di gennaio.

Alla squadra manca la concretezza, ancora una volta il problema è la finalizzazione. Le fatiche di coppa si fanno sentire solo a secondo tempo inoltrato, non nel primo tempo, non nella foga della prima mezz’ora che ci ha mostrato una Juve bella, divertente, tra le migliori della stagione. Un predominio del genere non può, non deve, produrre solo un goal. Una Juve sempre più Tevez-dipendente, in cui gli altri attaccanti si propongono poco, in cui la sensazione è che, per paura di sbagliare, non si provi nemmeno a tirare. Il possesso palla, fiore all’occhiello della squadra, rischia di diventare fazioso, inutile, prevedibile. Una vittoria praticamente a portata di mano, rischiava di diventare una scomoda sconfitta: di giornate storte possono capitarne, ma non sembrava così, in quei primi 45′ minuti quasi perfetti. Uno scivolone dunque, un assist perfetto per i giallorossi, un errore banale, per fortuna non ancora irreparabile. La sosta sta arrivando nel momento migliore, per una squadra che deve settimana, dopo settimana, porsi nuovi obiettivi : un primo posto ancora da consolidare nella scomoda trasferta di Cagliari, un altro trofeo da aggiungere nella sfida di Supercoppa contro il Napoli.

Un Natale che sembra garantire per il momento ancora tanta adrenalina ai tifosi, col fiato sospeso, in attesa di nuovi risultati, quelli veri.

 

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