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Google Tax: il Regno Unito la inserisce nella finanziaria 2015

La chiamano Google Tax, ma non è una tassa preparata ad hoc per il colosso americano, il primo motore di ricerca al mondo è solo una delle società interessate alla proposta inserita nella legge finanziaria del Regno Unito per il 2015. L’obbietivo della nuova idea inglese? Quella di andare a tassare tutte quelle multinazionali presenti sul suolo nazionale ma che spostano i profitti all’estero così da poter pagare meno tasse. L’artefice di questa proposta per il 2015 è George Osborne, ministro delle finanze, che nella sua proposta di legge non comunque  mai fatto riferimento a Google, ha spiegato la sua idea parlando a livello generale di aziende tecnologiche.

Anche se il ministro non ha fatto nessun tipo di riferimento, le caratteristiche di queste società interessate a pagare la nuova tassa rientra sicuramente Mountain View così come Apple, Amazon e tanti altri colossi di diversi settori. Tutte queste aziende, riescono grazie a sedi legali al di fuori dello stato dove operano, ad aggirare le norme nazionali, tutto questo legalmente, sfruttando la poca linearità di gestione dei tanti sistemi fiscali europei.

Non è ancora chiaro come funzionerà questa Google Tax, Osborne ha però spiegato che se una società presente nel Regno Unito, sposta la sua sede legale in altri Paesi, evitando così di pagare le tasse i guadagni ottenuti saranno tassati del 25%. Una percentuale più alta rispetto a quella applicata normalmente che si ferma al 21%. Tutto questo fa capire che l’intenzione del governo è quella di scoraggiare questo tipo di gestione delle multinazionali. La Google Tax diventerà sicuramente realtà e se tutto andrà secondo i piani sarà esecutiva dal mese di aprile 2015 portando nelle casse dello stato fino a 1.28 miliardi di euro in cinque anni.

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