Bambino morto a Ragusa, il giallo delle fascette

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Assume caratteristiche sempre più contorte il caso Andrea Loris Stival, il bambino scomparso nel Ragusano e ritrovato morto da un cacciatore nelle campagne di Scoglitti. Diversi elementi hanno caratterizzato le indagini, come i pantaloni slacciati, l’assenza degli slip, l’ematoma sul volto e la successiva autopsia che ha confermato la morte per strangolamento.

Le fascette da elettricista

I segni sul collo del piccolo Andrea sono compatibili con delle fascette da elettricista. Proprio queste fascette stanno alimentando i sospetti degli inquirenti nei confronti della madre del bambino, Veronica Panarello. La donna avrebbe riconsegnato alle maestre di Andrea fascette da elettricista che il bambino stava utilizzando per un progetto di scienze. L’insegnante afferma però di non aver mai dato fascette come quelle ad Andrea, circostanza confermata anche dalla preside della scuola elementare Flacone e Borsellino.

“Quelle fascette le insegnanti non le hanno mai richieste. Anche se si fanno esperimenti scientifici in classe, non si usano mai materiali di questo tipo. È impossibile che un insegnante chieda oggetti del genere. La madre, quando le insegnanti sono andate a farle visita per mostrare vicinanza, le ha consegnate per farle vedere.”

La scomparsa

Emergono dubbi anche sulla versione raccontata agli investigatori dalla madre di Andrea. La donna dice di aver lasciato suo figlio davanti scuola alle 8:30, ma nelle riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso montate vicino alla scuola non si vede mai passare la Polo nera di Veronica Panarello.

L’auto compare di nuovo nelle telecamere alle 8:40, quando si trova nei pressi della ludoteca dove verrà lasciato il figlio più piccolo. Alle 9:15 la mamma di Andrea esce di nuovo di casa per raggiungere il castello di Donnafugata e partecipare al corso di cucina. Per raggiungere la tenuta ci vogliono circa 15 o 20 minuti e secondo le dichiarazioni della stessa donna sarebbe arrivata lì verso le 9:40. I partecipanti al corso parlano però di un suo arrivo alle 9:55 con una successiva giustificazione, che gli inquirenti definiscono non richiesta: “scusate il ritardo ho avuto dei problemi”.

Il cacciatore

Torna a parlare anche Orazio Fidone, il cacciatore che sabato scorso ha ritrovato il corpo del piccolo nel canalone vicino al Vecchio Mulino. Ringrazia gli abitanti del paese per la vicinanza che gli stanno mostrando nonostante sia attualmente l’unico indagato per la morte di Andrea.

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