ANALISI – Juventus, un novembre da incorniciare

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“Nei momenti difficili di una partita c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capacità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juve vince anche quando non te l’aspetti”.

Riferirsi  alle parole di Giovanni Agnelli può sembrare banale quando si parla di Juventus, ma forse può aiutare ad inquadrare una vittoria come questa, che ai più può sembrare fortunosa e rocambolesca, ma che in verità lancia un segnale inequivocabile: dove non arriva la tecnica, c’è il carattere. Sì, perchè la partita di ieri ci ha mostrato una Juve stanca, disorganizzata, vulnerabile, poco incisiva in attacco con un Tevez più spento del solito e un Llorente pressochè inesistente, senza idee a centrocampo dove Pogba e Marchisio fanno gli straordinari da tappabuchi, completamente scoperta sulle fasce, indebolita dall’espulsione di Lichsteiner. Una squadra che ha dovuto lottare contro un avversario tutt’altro che facile da battare, un Torino ispirato dal fattore derby, che gioca la sua migliore partita in campionato e che avrebbe meritato di più, se solo avesse colpito con maggiore incisività. A nulla servono i cambi di Allegri: Morata e Pereyra ci provano, ma la manovra resta lenta e le azioni continuano ad infrangersi contro il muro granata. Il passaggio alla difesa a tre, con l’ingresso in campo di Ogbonna, si rivela però una mossa efficace, una manovra di emergenza che dona sul finale maggior equilibrio alla squadra e la possibilità per gli ultimi affondi. In questi ultimi tentativi la Juve dimostra tutta la sua tenacia: una squadra che non si rassegna mai,che morde fino alla fine e che anche in una giornata che non è certo tra le migliori va a prendersi i tre punti, proprio quando tutto sembrava finito.

La fortuna ha certamente pagato il suo debito, restituendo quello che aveva preso nella scellerata sconfitta contro il Genoa.

Ma quando i colpi di fortuna si costruiscono, si cercano, si concretizzano, prendono magicamente un altro nome, e si chiamano prodezze.

E’così che Andrea Pirlo trasforma uno di questi assalti disperati in una delle sue magie, dedicando questa vittoria ai tifosi. Ci stupisce ancora una volta: spesso criticato per le sue pause durante le partite, durante le stagioni, ha di nuovo puntualmente zittito tutti con l’autorevolezza e la misura che sempre lo contraddistinguono con giocate memorabili nascoste come assi nella manica.

Il Maestro regala alla Juventus una vittora inaspettata, in un novembre da incorniciare: quattro vittorie in campionato e due in Champion. A livello di classifica è una giornata che non cambia niente: la Juventus resta prima, con la Roma a meno tre punti. Ma è una giornata importante che lascia il segno e che sulla lunga distanza potrebbe rivelarsi determinante.

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