Ebola: è stabile il medico italiano di Emergency

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Il medico italiano contagiato dal virus Ebola è stabile. A dirlo è il bollettino medico pubblicato dal personale dello Spallanzani, la struttura ospedaliera romana che lo ha in cura. Intanto un nuovo vaccino passa con successo i primi test. Ora verrà sperimentato in Africa Occidentale.

Il contagio

Il paziente zero, così viene chiamato essendo il primo caso in Italia, è stato rimpatriato dalla Sierra Leone, dove si trovava come medico inviato da Emergency. Era lì per combattere l’epidemia contro cui ora sta lottando. Questo stato dell’Africa Occidentale è infatti uno dei più colpiti in assoluto dal virus Ebola.

Ebola emergency

Non appena appresa la notizia in molti hanno criticato la scelta di Emergency di mandare medici nella “zona rossa”, esponendoli a rischi che poi si ripercuotono anche in Italia nel momento del rimpatrio. In merito a questo ha riposto su Facebook Cecilia Strada, attuale presidente di Emergency, figlia di Gino Strada e Teresa Sarti.

“Certo che è triste avere un collega in ospedale e sentire in giro commenti tipo “se stavate a casa vostra non succedeva niente”. fregatene e vivi felice, insomma.
È vero: se stavamo a casa, non succedeva niente. niente: non ci si sfiniva a lavorare in una tuta di protezione dentro la zona rossa. non si curava nessuno. non ci si sbatteva come matti per cercare di contenere la più grave epidemia di ebola della storia. non ci si dava da fare per evitare che il virus passi di paese in paese, vicini o lontani. e sicuramente nessuno rischiava il contagio.
Se stavamo a casa nostra, potevamo stare sereni, tranquilli in poltrona davanti alla televisione, magari commentando con grande sicurezza quel che di brutto succede nel mondo. che succede anche perché troppe persone se ne fregano e “stanno a casa loro”.
Ma noi non siamo fatti così.

La situazione attuale 

Nicola Petrosillo, uno dei medici del team che lo ha in cura, afferma che il paziente “è una persona molto forte”. Attualmente non presenta i classici sintomi del virus, soprattutto per quanto riguarda le emorragie. Ha la febbre a 38,5 ma riesce comunque ad essere autonomo. Lo stanno curando utilizzando un farmaco sperimentale.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha attivato una speciale task force che coinvolge tutte le persone che hanno gestito un caso di Ebola fuori dall’Africa. Così facendo evitano che i medici vadano per conto proprio e che informazioni importanti sulle terapie più efficaci non vengano divulgate immediatamente.

ebola sperimentazione vaccino

La speranza

Intanto negli Stati Uniti un nuovo vaccino per Ebola ha superato i primi test. Sperimentato su 20 adulti in buona salute non si è rivelato pericoloso per l’uomo. I volontari hanno sviluppato degli anticorpi per Ebola, gli stessi che hanno reso immuni al virus alcuni primati. Il dottor Anthony Fauci, direttore dell’Istituto per le allergie e le malattie infettive (Niaid), ammette che gli sforzi messi in atto sono notevoli anche perché nell’Africa Occidentale il virus sta mettendo a rischio la vita di molte persone.

La seconda fase della sperimentazione partirà proprio in Africa. Entro il 2015 saranno preparate 24.000 dosi da testare su un numero sempre maggiore di persone.

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