OGM: conoscerli per giudicarli

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La sigla OGM sta per Organismi Geneticamente Modificati e ciò significa che sono organismi il cui DNA viene modificato attraverso tecniche di ingegneria genetica. La parola “ingegneria genetica” associata a qualcosa di alimentare ha, da sempre, sollevato dubbi e perplessità, se non veri e propri allarmismi.

Dobbiamo davvero preoccuparci o sono del tutto innocui? Prima di poter giudicare, a mio avviso, è necessario conoscere l’argomento.
Da sempre l’uomo ha operato una modificazione delle piante da coltivazione mediante gli incroci e la selezione, ma è solo a partire dal secondo dopoguerra che questa selezione è stata per così dire aiutata dalla tecnologia, modificando il patrimonio genetico delle specie interessate introducendo geni provenienti da specie diverse per diversi scopi: aumentare la produttività ma anche migliorare il valore nutritivo di alcuni alimenti, consentire un minor utilizzo di pesticidi dovuto a una migliore resistenza ai patogeni e, ovviamente, portare a un abbassamento dei prezzi. Utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante è stato quindi possibile accelerare il processo naturale della selezione di nuove varietà, superando le barriere di specie e modificando esclusivamente i geni desiderati.

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Niente allarmismi, quindi, non troveremo sulle nostre tavole pomodori-pesce! Ma le leggi cosa dicono? Nell’Unione Europea gli alimenti che contengono OGM devono essere obbligatoriamente segnalati in etichetta solo se sono presenti in quantità superiori allo 0,9%. Al di sotto di questa percentuale la loro presenza è considerata accidentale e involontaria. Però non sapremo mai se alimenti come carne, uova e latticini sono stati ottenuti da animali nutriti con mangimi OGM perché questo non compare in etichetta. Da queste poche premesse possiamo definire gli OGM buoni o cattivi? Assolutamente no. A differenza degli altri stati europei, in Italia si continua a valutare l’argomento da un punto di vista “emotivo” e poco scientifico, anche perché da circa vent’anni già ci stiamo involontariamente nutrendo di OGM (molti prodotti made in Italy esistono grazie a mangimi OGM importati dall’estero). Ogni volta che si parla di OGM mi viene da sorridere nel ripensare a quella signora che, durante un’intervista in un programma televisivo, disse con disinvoltura: “i pomodori OGM non li mangio perché hanno il DNA!”. L’informazione, quindi, è necessaria. Nel prossimo articolo vedremo insieme quali sono i pro e i contro di questo nuovo modo di intendere l’agricoltura.

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