Il CEO di BlackBerry dice “no” alla Cina

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Il mercato asiatico è uno dei più importanti per i produttori di gadget elettronici. Tutti puntano alla Cina anche perché lì società come Apple e Samsung stanno facendo le loro fortune. Anche piccole realtà come Xiaomi registrano numeri da record con le vendite di smartphone low-cost. Non tutti però vogliono affrontare questa nuova utenza.

Il CEO di BlackBerry, ad esempio, ammette di non voler puntare all’espansione in Cina. John Chen ha ammesso le grandi potenzialità di questo mercato ma ha anche sottolineato come la sua società sia più focalizzata ad espandere il proprio business dove è già conosciuta, vedi India o Sud-Est asiatico.

“Ci vuole troppo tempo per arrivare ad una dimensione ragionevole [in Cina]. Anche se ho sia il tempo che e il denaro, probabilmente avrò un rendimento migliore entrando in un diverso insieme di mercati in cui siamo già presenti.”

Bisogna ammettere che entrare nel mercato cinese non è facile come può sembrare. Il governo chiede alle aziende produttrici di smartphone dati utente per garantire la censura. BlackBerry utilizza una particolare crittografia di sicurezza, quindi se il governo cinese arriverà a chiedere dati specifici, BlackBerry potrebbe non sarebbe in grado di fornire le informazioni necessarie in determinate situazioni.

Chen ha ammesso che trovare una via di mezzo tra le richieste del governo cinese e i ben noti livelli di sicurezza imposti da BlackBerry potrebbe essere una sfida. Proprio questa settimana BlackBerry si è accordata con Samsung per garantire nuovi livelli di sicurezza per gli utenti Android.

Se BlackBerry e il governo cinese dovessero mai trovare un accordo siamo certi che il colosso canadese non potrà che beneficiare dai tanti utenti asiatici desiderosi di acquistare un Bold.

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