Esclusiva OVP, Bergonzini: “Il Bayern può aprire un ciclo, alla A consiglio Herrmann”

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Anche nella stagione attuale, la Bundesliga continua a macinare record di ogni tipo. Media gol, media spettatori, introiti da sponsor e da un paio di stagioni a questa parte si è impennato anche il flusso di denaro relativo al calciomercato, che vede maggiori spese anche da parte di club considerati medio piccoli. La strada verso il “modello Premier League” è sempre più spianata e vede il massimo campionato tedesco come un torneo di livello assoluto e secondo, appunto, solo a quello inglese. Le straordinarie performance delle squadre tedesche in Champions League, fanno si che si evidenzi una differenza tecnica con il resto d’Europa, impensabile fino a qualche anno fa. Non parliamo solo del Bayern Monaco, squadra ai massimi livelli da sempre, ma anche di società come Borussia Dortmund, Leverkusen e Schalke 04 che in Champions hanno dimostrato di essere mature e attrezzate per entrare quasi sempre nelle migliori sedici d’Europa. Una crescita globale che sta portando in Germania tanti top player e che può annoverare già calciatori straordinari con valutazioni che non scendono sotto i 30 milioni di euro e che arrivano, nel caso di  Götze, anche sopra i 50. Gli stessi poi, che solo quattro mesi fa in Brasile, arrivarono sul tetto del mondo regalando alla nazionale tedesca il quarto titolo. Al contrario di altre nazioni, Italia in primis, c’è un’attenzione spasmodica alla crescita dei giovani e dei vivai in generale. Un organizzazione meticolosa e radicata sul territorio, che assicurerà alla Germania un futuro florido per tanti anni ancora.

Per conoscere meglio il massimo campionato tedesco e per iniziare a familiarizzare con qualche nome di futuro campione, la redazione calcio di Overpress ha contatto in esclusiva il redattore de La Gazzetta dello Sport, Elmar Bergonzini, grande esperto di Bundesliga e di tutto il panorama calcistico tedesco in genere. Con la consueta minuzia di particolari e il suo stile inconfondibile, Bergonzini ci porta a scoprire un fenomeno calcistico unico nel mondo e che, tra i massimi campionati europei, è l’unico a crescere in introiti e consensi.

 

Guardiola è riuscito in tre mesi a cambiare il Bayern riprendendosi la fiducia dei tifosi (e dei tedeschi in genere) che era venuta meno dopo la notte stregata contro il Real. E’ riuscito a migliorare una squadra già incredibilmente straordinaria. Qual è stato il segreto? Può aprire un ciclo invincibile anche in Europa?

“Credo che la fiducia dei tifosi tedeschi nei confronti di Guardiola sia cambiata con la vittoria del mondiale. Dopo anni di bel gioco la Germania è finalmente riuscita a vincere in Brasile con un gioco tutto sommato simile a quello del Bayern. Così i tifosi hanno capito che quando si cambia, anche una squadra forte ha bisogno di tempo. Credo che in Europa possa ottenere più vittorie di quante ne ottenne col Barcellona. Il Bayern è una squadra sì molto forte, ma anche molto giovane. Da Neuer ad Alaba, passando per Boateng, Müller e Götze, il Bayern può contare su tutti loro per molti anni ancora. E anche Lahm e Robben non è che siano vecchi…”

 Di contro c’è la crisi Dortmund in campionato. Solo colpa degli infortuni?

“No. In campionato sono partiti col freno a mano tirato non prevedendo un Bayern così forte nell’anno post mondiale. Il problema è anche mentale. La partenza sprint della squadra di Guardiola non se la aspettava nessuno. Poi ci sono le colpe della società: se perdi Lewandowski a parametro 0 non puoi pensare di competere fin da subito ad alti livelli”.

Wolfsburg, M’gladbach, Leverkusen e Schalke. Chi l’anti Bayern in questa stagione e chi è pronta per il salto di qualità?

“Purtroppo non credo ci sia una vera antagonista del Bayern. Il Mönchengladbach è partito molto bene, ma l’anno scorso vinse le prime 7-8 partite interne stabilendo un nuovo record e poi calò improvvisamente. Quest’anno per me sono loro la seconda forza del campionato ma non sono “l’anti Bayern”. Finiranno probabilmente con una ventina di punti di distacco dai bavaresi, e se li indicassi come possibili vincitori a maggio, guardando la classifica, mi prendereste in giro. Mönchengladbach e Wolfsburg si giocheranno il secondo posto. Leverkusen e Schalke invece, faranno fatica a qualificarsi per la Champions”.

La straordinaria crescita del calcio tedesco passa anche per gli exploit di società come Hoffenheim, Hertha, Mainz, Augsburg e Francoforte. Presto avremo una Bundesliga più livellata sul modello Premier?

“La Bundesliga è da sempre un torneo molto equilibrato, che regala molte sorprese. Nel 2010-11 il Dortmund ai nastri di partenza era dato sesto e invece vinse. Negli ultimi 10-11 anni in Germania hanno vinto il campionato 5 squadre diverse. Attenzione poi alle squadre della Zweite Bundesliga: RB Lipsia e Heidenheim sono squadre nuove ma ricche. Quando riusciranno a salire non lotteranno certo per salvarsi: non che possano competere col Bayern, ma sicuramente alzeranno il livello del torneo”

 Allofs, Rosen, Eberl, Preetz, Reuter, Voeller, Heldt. Chi è o chi sono i ds che hanno lavorato meglio in questi anni?

Personalmente adoro Eberl del Borussia Mönchengladbach. Non sbaglia un colpo. L’unico che è andato male è Luuk de Jong, ma è riuscito a venderlo a buone cifre al Psv. Prima di diventare ds della prima squadra ha lavorato per alcuni anni nelle giovanili del club, toccando quindi con mano il talento di giocatori quali ter-Stegen, Jantschke, Marko Marin e altri e puntando decisamente su di loro: tutti giocatori che hanno portato (o porteranno) soldi freschi nelle casse della società. Prese Reus per poco meno di un milione di euro. Insomma, è un fenomeno”.

 Le tre più belle promesse di questa Bundesliga? Uno per ruolo…

“Ne dico quattro inserendo anche un portiere: a chi piace la Bundesliga sa che Leno è un campione, ma nel Colonia si sta mettendo in luce Timo Horn. Un classe 1993 che seguirà le orme dei vari Neuer, Zieler, ter-Stegen e Leno appunto. In difesa segnalo un altro giovane del Colonia: Kevin Wimmer. A centrocampo non ho dubbi: Patrick Herrmann del Borussia Mönchengladbach per me sarebbe titolare in ogni squadra della Serie A, dalla Juventus prima al Parma ultimo. In attacco, benché quest’anno non stia segnando come l’anno scorso, dico Kevin Volland dell’Hoffenheim”.

 Consigli per gli acquisti per le italiane. Chi porteresti in Serie A dalla Bundesliga?

“Difficile rispondere perché i papabili sono molti. Mi concentrerei sul Borussia Mönchengladbach perché è una squadra forte e giovane e la società è pronta a cedere. Korb sarà il nuovo terzino destro della Nazionale, quindi prima che il suo prezzo salga alle stelle prenderei lui. Stesso discorso vale per Patrick Herrmann: è un campione vero. Pur essendo ancora giovane (classe 1991) vanta già 150 presenze in campionato. È un esterno d’attacco molto rapido e tecnico e in Nazionale non trova spazio solo perché nella sua posizione ci sono Götze o Schürrle. Se non si prende subito il prezzo diventerà inaccessibile”.

La nazionale di Loew può aprire un ciclo vincente sul modello Spagna?

“Assolutamente si. Questa Germania a parer mio è più forte della Spagna del 2010. E i ragazzi delle Under crescono bene come dimostrato nell’Europeo under 19 vinto agevolmente in estate”. 

Per chiudere. I tre migliori giovani in Bundesliga chi sono attualmente? 

“Johannes Geis (classe 1993) del Mainz per me è il nuovo Lahm: gioca sia in difesa che a centrocampo, è bravo sia ad attaccare sia a difendere. C’è poi Davie Selke del Werder: in estate ha trascinato la Germania under 19 al titolo. In campionato sta faticando un po’, ma per un attaccante classe 1995 non è facile segnare in una squadra che lotta per salvarsi. E non si può non parlare dei “bavaresi” Bernat e Gaudino, il primo convocato anche in nazionale spagnola”. 

 

 

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