Il sogno della Grande Mela

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Domenica scorsa si è svolta quella che per gli appassionati di corsa di tutti i livelli rappresenta la maratona d’eccellenza, per il prestigio che porta e per la fama che si è guadagnata nel mondo con il passare degli anni: New York. Da sempre questa maratona rappresenta nell’immaginario dei podisti un vero e proprio sogno da realizzare, una vera ossessione sportiva dalla quale è impossibile sfuggire una volta ascoltato il suo richiamo!

Quella del 2 Novembre è stata la 42esima edizione, corsa in una mattina molto più fredda del previsto (solo 6 °C alla partenza) e con un forte vento che spazzava le strade della città. Nonostante tutto, comunque, più di 40.000 runners si sono dati appuntamento nei pressi del ponte di Verrazzano, luogo simbolo della partenza della manifestazione. Fra gli atleti professionisti al via la nostra Valeria Straneo che, fresca della partecipazione agli europei estivi di Zurigo dove ha chiuso al secondo posto si è da subito infilata nel gruppo di testa della gara femminile, partita con circa mezz’ora di anticipo rispetto a quella dei colleghi maschi. Sin dalle prime battute il ritmo tenuto dalle battistrada non si è rivelato veloce complice appunto il forte vento che soffiava in direzione contraria, perciò il gruppo è rimasto molto compatto fin quasi alla mezza maratona. Col passaggio del 25° Km, però, l’andatura veniva forzata maggiormente soprattutto da parte della portoghese Moreira, all’esordio sulla distanza. La nostra azzurra subiva il contraccolpo e si staccava progressivamente dal gruppo di testa ormai ridottosi a solo sei atlete. Ripresa la giovane portoghese intorno al 28° Km, rilanciava l’azione la keniana Priscah Jeptoo, seguita solo da una sua connazionale.

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La corsa è rimasta a due fino alla fine, dove a spuntarla negli ultimi 400 metri di gara è stata proprio la Jeptoo, chiudendo con un tempo di 2h, 25 min e 07 sec. La Straneo ha comunque chiuso bene all’ottavo posto e con un tempo di poco inferiore alle 2h e 30min. Per quanto riguarda la gara maschile, invece, l’americano Keflezighi partiva subito in testa al gruppo. Deciso a bissare il trionfo del 2009 imponeva l’andatura nella prima metà del percorso per poi subire però il ritorno del keniano Geoffrey Mutai, che dettando legge andava a vincere in 2h, 08min e 24 sec,  e divenendo fra l’altro il primo atleta di sempre ad aver vinto le maratone di Londra, Berlino e New York. Un tris niente male! Ma al di là dell’evento agonistico, un grande riconoscimento va alle migliaia di runners che hanno riempito con i loro colori e la loro passione le strade della città, trasformandola, in una fredda mattina di inizio Novembre.

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