Dall’adiponectina un nuovo farmaco antidepressivo?

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In una recente ricerca condotta presso l’Università of Texas Science Center di sant’Antonio in Texas, è stata scientificamente rilevata l’importanza che un ormone conosciuto per ridurre il diabete, potrebbe avere nella cura della depressione e dello stress. Punti di partenza di questo studio erano stati i seguenti:

  • la consapevolezza da parte di medici e ricercatori che gli attuali antidepressivi in uso spesso possono indurre, come effetto collaterale, un diabete di tipo 2 ed aumento del peso corporeo.
  • un ormone naturalmente presente nell’organismo animale ed umano, l‘adiponectina la cui secrezione avviene nelle cellule del tessuto adioposo, rende il corpo giù sensibile all’insulina, attingendo alle scorte di glucosio nel fegato ed a quelle depositate nei muscoli e prevenendo così l’aumento eccessivo della glicemia.

Partendo da tali presupposti, i ricercatori texani, ai fini del loro esperimento hanno utilizzato come soggetti sperimentali dei topolini di due settimane di età, inducendogli uno stato di stress, e misurando contemporaneamente il livello di adiponectina secreta ed indotta attraverso delle punture mentre venivano contemporaneamente rilevati i loro  comportamenti. I topolini stressati, che avevano bassi livelli di tale ormone nel loro organismo mostravano un comportamento apatico, depresso e tipico di quando un organismo senza riuscire a provare più piacere in niente, si trova in uno stato di anedonia.

I topolini stressati e depressi ma che essendo diabetici di tipo 2, erano stati trattati dai ricercatori con dosaggi maggiori di adiponectina, mostravano una ripresa molto più rapida dallo stato depressivo e dai relativi sintomi. Inoltre questo ormone agisce anche come acceleratore del dimagrimento, tanto che questi topolini grazie ad una somministrazione regolare e di quantità maggiore di adiponectina, non solo apparivano in breve tempo liberi dalla depressione ma anche più magri.

La speranza dei ricercatori è che i risultati di questo studio possano fornire le basi per un modello di un nuovo farmaco antidepressivo che, oltre ad essere molto efficace contro la depressione, non induca a differenza della maggior parte di quelli attualmente disponibili, diabete 2 ed aumento ponderale, con insulinoresitenza. Fattori che spesso inducono poi ulteriori problemi di tipo psicologico.

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