Grand Tour Project: l’arte entra nei vostri dispositivi touch

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È inutile negarlo; ogni volta che ci si avventura all’interno del nostro paese, si resta stupefatti dalla quantità e qualità del patrimonio artistico che esso ha la fortuna di possedere. Una fonte di ricchezza che rappresenta poco meno del 6% del Prodotto Interno Lordo nazionale, ma che è talmente vasta e ramificata da rappresentare una seria difficoltà per i governi che si sono succeduti nel corso della nostra storia contemporanea.

Un giro d’affari stimato di circa 10 miliardi di euro l’anno che però non trova adeguato riscontro nei servizi tecnologici offerti al turista, sia essi provengano dal settore pubblico che da quello privato. La presenza del mondo digitale all’interno del nostro patrimonio culturale è ancora troppo scarsa e non sfrutta adeguatamente il fatto che il turista medio percorra il mondo armato di smartphone e tablet.

Girovagando nei siti di app, ci si accorge che spesso i prodotti software offerti a riguardo soffrono di alcuni difetti tipici: spesso riguardano solo un bene culturale in particolare oppure si presentano in un’unica lingua. Più spesso accade che i contenuti offerti siano di scarsa qualità e fruibilità.  La conseguenza di tutto ciò è che il turista si trovi il dispositivo mobile inondato di app che non lo soddisfano e non gli permettono di apprezzare meglio il Bel Paese.

Queste le motivazioni che hanno spinto quattro ragazzi di Rovigo, animati dalle comuni passioni per il cinema, l’arte e l’informatica, a creare non soltanto un’app diversa dalle altre ma un progetto in continua e costante crescita: il Grand Tour Project.

L’idea nasce dall’intuito di Riccardo Santato, laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Bologna: creare un programma per dispositivi mobili che potesse geolocalizzare l’utente, fargli conoscere quanto di più bello ci fosse nelle vicinanze da poter visitare e quindi offrirgli la visione di un documentario inerente il bene selezionato. Un’idea semplice ed immediata, che doveva essere corroborata dal basso prezzo dei filmati messi a disposizione per l’acquisto: meno di un caffè espresso!

Obiettivi ambiziosi hanno bisogno di un team affiatato, in grado di creare un prodotto software come non ce ne sono nel panorama digitale italiano. Il Grand Tour Project non è un applicativo relativo ad un singolo bene culturale ma, al contrario, propone al suo interno 25 siti di interesse turistico, contenuti in un catalogo in continua e costante espansione. Le video guide, completamente autoprodotte dal team di sviluppo, sono state girate in alta definizione (HD) per poter carpire meglio i dettagli ma sono offerte al pubblico anche in risoluzioni più basse per essere più facilmente fruibili su dispositivi con minori capacità tecniche. Oltre alle riprese, le fotografie e il comparto di modellazione hanno permesso la realizzazione di una serie di pregevoli animazioni 3D con il compito di illustrare le soluzioni più complesse messe in opera in campo architettonico.

A completare il tutto un variegato corredo d’immagini d’epoca, fotografie antiche e stampe frutto di un’estesa rete di collaboratori in tutto il mondo. Tutte le guide sono disponibili in 4 lingue (inglese, francese, tedesco ed italiano) ma la cosa più importante è che sono tutte sottotitolate; questa caratteristica è fondamentale per venire incontro al mondo dei portatori d’handicap uditivo e per poter permettere di guardarsi i propri filmati anche all’interno di luoghi dove il silenzio ed il rispetto per gli altri è sacro come chiese e mausolei.

A fronte delle spiegazioni di cui sopra si evince il motivo della presenza della parola “project” nel titolo: un’idea di offerta turistica sempre in movimento, all’interno di un contenitore disponibile a riempirsi di nuovi servizi, come la segnalazione dei migliori punti di ristoro e svago della zona oppure la possibilità di esprimere giudizi sulle guide per tramite dei social networks.

Il catalogo del Grand Tour Project comprende al momento alcuni dei posti più suggestivi del Nord Italia: sono state coperte le città d’arte di Venezia, Verona, Ravenna, Padova, Ferrara ma anche posti meno noti come Rovigo, Monselice o Codigoro dove si nascondono delle perle della nostra storia e della nostra cultura. D’altra parte, il fenomeno tutto nostrano dei Comuni e delle Signorie è stato nei secoli passati il motore immobile di un abbellimento dei contesti urbani che ha investito tutta la penisola a fasi alterne. L’interfaccia utente del programma è studiata per adattarsi automaticamente in funzione del dispositivo che viene utilizzato ed è anch’essa disponibile in più lingue. Responsabile della programmazione web ma sopratutto della realizzazione dell’app è Pietro Bello; dopo essere stato Direttore Operativo presso la Sistemi e Informatica s.r.l. di Rovigo, Pietro si è garantito una fama di tutto rispetto nel mondo dello sviluppo di database SQL e soluzioni applicative, con collaborazioni importanti a livello nazionale (Valigeria Roncato) ed internazionale (DotaCinema e LiveWorkshop).

Lo sviluppo dei testi e la ricerca delle fonti storiche sono state affidate ad Erica Tonin. Dopo aver lavorato per marchi ed editori importanti come Warner Bros, Winx Club, Edizioni Play Press, Giochi Preziosi, è divenuta responsabile delle pubbliche relazioni del Grand Tour Project. All’apparato fotografico e al rendering 3D troviamo Andrea Tonin. Fotografo professionista, lavora nel campo dell’Information Technology dal 1997, con la creazione di grafiche per realtà importanti come MTV e la RAI.

Regista, editor, musicista, aiuto programmatore, autore dei testi e ricercatore: queste le mansioni affidate a Riccardo Santato, ideatore del progetto. Dopo la laurea conseguita nel 2002, ha lavorato prevalentemente per l’azienda di famiglia dove ricopre l’incarico di responsabile commerciale e titolare. La grande passione per il cinema unita ad un grande amore per la cultura italiana è alla base della creazione di questa nuova realtà software.

L’app in questione è disponibile su App Store, Google Play Store e su Amazon AppStore.

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