Ebola: dall’Italia un farmaco in grado di bloccare le emorragie

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Da qualche mese non si parla d’altro. L’Ebola, un virus estremamente aggressivo, sta letteralmente provocando una vera e propria psicosi tra la gente. Si tratta di un virus scoperto per la prima volta nel 1976 che provoca sintomi quali febbre, diarrea, dolore muscolare, mal di testa, vomito ed emorragie. Il virus si pensa possa vivere all’interno di animali che abitano nel foreste tropicali e che entri in contatto con l’essere umano attraverso il fenomeno del bush-meat, ossia la carne ricavata da animali selvatici.

La trasmissione di questo virus avviene rapidamente attraverso saliva, sangue e tutto ciò utilizzato dall’ammalato, questo perché il virus riesce a sopravvivere per diverse ore all’esterno di un organismo. Se è stata scoperta nel 1976 perché colpisce solo adesso? Perché delle compagnie occidentali e cinesi hanno iniziato a penetrare in queste foreste per il disboscamento e la ricerca di minerali e si sono nutrite con la carne di animali selvatici.

Attualmente non esiste un vaccino in grado di arrestare il virus pertanto le persone colpite dall’ebola vengono comunque curate attraverso la somministrazione di farmaci antipiretici in attesa di una cura specifica. Nell’Istituto farmaceutico militare di Firenze è stato sviluppato un farmaco che sarebbe in grado di contrastare uno dei sintomi caratteristici dell’Ebola, l’emorragia.

Mille dosi di questo medicinale verranno inviate in Sierra Leone nel tentativo di arrestare l’epidemia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta cercando di rendere concreta una delle proposte elaborate da due aziende farmaceutiche. Anche la società farmaceutica multinazionale americana, Johnson & Johnson ha recentemente avanzato il suo impegno per lo sviluppo di un nuovo vaccino.

Pensato inizialmente per curare le ferite dei militari, questo farmaco si è dimostrato particolarmente efficace anche per il trattamento dei sintomi dell’Ebola.

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