Depressione maggiore: aspetti generali

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La Depressione Maggiore è un grave disturbo che ogni anno colpisce circa il 5 % della popolazione adulta. A differenza di una normale sensazione di tristezza che temporaneamente può colpire ognuno di noi in seguito ad un evento spiacevole o ad es., ad un problema di salute nostro o di un nostro familiare o caro amico, di perdita oppure anche, di un transitorio stato di cattivo umore, la Depressione Maggiore si presenta con caratteristiche di persistenza.

Essa interferisce significativamente e pesantemente sul modo di pensare di un individuo (aspetto cognitivo) sul suo comportamento, sul suo umore, sull’attività quotidiana e sul suo benessere fisico.

In molti paesi sviluppati, questo disturbo rappresenta, tra tutte le patologie la più frequente causa di invalidità. Le donne sono colpite da Depressione Maggiore in numero doppio rispetto agli uomini. La depressione maggiore è una patologia che può colpire ad ogni età, anche nella fanciullezza, nella gioventù oltre che in quelle adulta e senile. Tutti i gruppi etnici, razziali e sociali possono essere affetti dalla depressione anche se la povertà e le difficoltà economiche rappresentano un ulteriore fattore di rischio.

Statisticamente, circa tre quarti di coloro che sono stati colpiti da un primo episodio di depressione saranno colpiti da un altro nel corso della loro della vita.
Può accadere che talune persone vengano colpite da più episodi di depressione maggiore nel corso di uno stesso anno.

Se non adeguatamente curati gli episodi di depressione grave, quale la depressione maggiore possono durare dai sei mesi a un anno. Se non curata la depressione maggiore può portare anche al suicidio, se la persona arriva al punto di credere di essere senza speranza a causa della cosiddetta “visione tunnel” che questa patologia può suscitare in chi ne soffre, provocando un grande dolore interiore che talvolta può farsi così insopportabile da essere come scisso da se provocando una dolorosa sensazione nota come dolore per la mancanza di dolore nel depresso o” perdita dei propri sentimenti”.

La Depressione Maggiore, nota anche come depressione clinica o unipolare., può essere diagnosticata in presenza di almeno 4 tra i sintomi sottoscritti:

  • umore triste o irritabile per un persistente periodo di tempo
  • energia ridotta
  • agitazione o rallentamento psicomotorio
  • insonnia o ipersonnia
  • variazioni di peso in termini di perdita o aumento
  • difficoltà a pensare, concentrarsi, memorizzare ed a prendere decisioni
  • perdita di interesse e di pacere  per tutte le attività che prima interessavano
  • sentimenti di colpa, di inutilità, di vuoto, di mancanza di speranze
  • ricorrenti pensieri di morte e di suicidio, oltre ai non trascurabili  e pericolosi tentativi di suicidi attuati in uno stato di disperazione per attirare l’attenzione sul proprio dolore
  • persistenti sintomi fisici che non rispondono alle cure, come:
  1. mal di testa
  2. dolori, osteo – muscolari in particolare
  3. vertigini
  4. problemi dell’apparato digestivo
  • perdita di interesse sessuale

Quando pi di uno di questi sintomi si manifestano nello stesso tempo per un periodo di oltre due settimane è necessario ricorrere alle cure del medico specialista.

CAUSE DELLA DEPRESSIONE MAGGIORE

Studi scientifici hanno dimostrato n questa malattia, il coinvolgimento di  tre neurotrasmettitori (ovvero dei connettori chimici che trasmettono segnali tra le cellule del cervello):

  1. serotonina
  2. noradrenalina
  3. dopamina

Quando si verifica uno squilibrio chimico tra questi tre neurotrasmettitori, può manifestarsi una depressione.

I farmaci antidepressivi sono utilizzati proprio allo scopo di ristabilire un equilibrio chimico cerebrale che si è disorganizzato. Esiste una predisposizione genetica alla depressione, che in presenza di alcuni fattori scatenanti, rende certe persone particolarmente vulnerabili.

Tra questi fattori, ricordiamo, a titolo esemplificativo:

  • la perdita della persona amata
  • un cambiamento oppure una perdita importante nella propria vita
  • uno stato prolungato di stress
  • l’abuso di sostanze stupefacenti o/e di alcol
  • la presenza di alcune patologie quali quelle cardiache, il cancro ed altre gravi, di tipo neurologico

Spesso però può accadere che un episodio di depressione maggiore si inneschi nella persona senza un motivo apparente. La depressione maggiore attualmente, secondo le statistiche scientifiche pur essendo una malattia molto grave, presenta se ben curata, una percentuale di guarigione dall ’80 ed il 90%.

La cura per la depressione maggiore consiste, in generale, in un approccio sinergico tra farmaci antidepressivi e psicoterapia. I farmaci antidepressivi devono essere sempre  prescritti sia come tipologia che come dosaggio dal medico psichiatra o neurologo in base alle necessità e caratteristiche  individuali del soggetto. Gli antidepressivi maggiormente utilizzati nel caso della depressione maggiore, sono:

I triciclici – TCA – che oltre a risollevare l’umore, aiutano a ristabilire normali ritmi del sonno, dell’energia e dell’appetito. Tra questi, il Laroxyl ed il Nortmil.

Gli IMAO, utilizzati in genere con persone non rispondenti ad altri farmaci di questa classe, hanno però maggiori effetti collaterali e più precauzioni  da osservare durante il loro utilizzo per evitare gravi effetti collaterali. Tra questi, l’Aurorix.

Gli SSRI o inibitori selettivi della serotonina, che attualmente sono gli antidepressivi maggiormente utilizzati grazie alla loro elevata efficacia terapeutica ed un minor numero di effetti collaterali. Tra essi ricordiamo il citalopram (Seropram, Elopram), l’escitalopram (Encact), fluoextina (Prozac) e fluvoxamina (Fevarin, Dumirox).

Gli SRNI, che agiscono sinergicamente sia sulla serotonina che sulla noradrenalina come ad es. l’Efexor.

Vi è poi un farmaco di recente generazione che agisce sula dopamina: il Buproprione.

Alcuni psichiatri, quando ritengono che la vita dell’individuo sia messa seriamente in pericolo dalla patologia depressiva e che egli non risponda adeguatamente ai farmaci, ricorrono anche all’ECT.

Per quanto riguarda la terapia psicologica di una persona depressa, soprattutto in situazioni acute e sub acute, gli studi scientifici hanno dimostrato che quella con maggiore e comprovata efficacia è la psicoterapia cognitivo comportamentale associata ad una terapia di gruppo. Molto utili ed efficaci come forma di sostegno possono essere i gruppi di auto-aiuto.

Anche la psicoterapia dinamica breve si è dimostrata efficace in situazioni in cui è necessario focalizzarsi, almeno nei primi tempi, sulla guarigione del sintomo. La logoterapia elaborata da V. Frankl può aiutare l’individuo a ritrovare il significato ed i valori della propria vita quando questi si avvertono  smarriti.

 

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