Il motore di ricerca DuckDuckGo bloccato in Cina perché rispetta la privacy

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Sembra di vivere in un mondo al contrario, dove chi fa male e ruba è bravo e sempre apprezzato, mentre chi fa del bene e cerca di rispettare le regole è criticato e addirittura bloccato. E’ quello che sta accadendo al giovane ed interessante motore di ricerca DuckDuckGo.

In pochi lo conoscono, ma DuckDuckGo ha fatto molto parlare di se negli ultimi mesi, poiché non solo è un nuovo e innovativo motore di ricerca, che integra modalità più personalizzabili ed una navigazione molto più coinvolgente di altri competitors su mercato, ma anche perché è incentrato sul mantenere la privacy degli utenti intatta. Infatti, a meno che non mettiate il paese da dove state visitando il sito, cosa che potete tranquillamente settare dall’apposito pannello, il motore di ricerca non vi localizza e le vostre ricerche vengono anche criptate.

Con questo semplice ma efficiente metodo, DuckDuckGo si è fatta strada fra hacker e informatici vari, che oggi lo utilizzano per nascondersi da occhi indiscreti. La Cina, paese molto chiuso di per se, anche se negli ultimi 20 anni ha iniziato ad allargare la propria cultura ad aspetti molto occidentali, ha deciso di bloccare il sito, proprio perché mantiene troppo preservata la privacy dell’utenza. La censura è avvenuta senza motivo, visto che non vi sono comunicazioni ufficiali in merito, e soprattutto senza un preavviso alla società.

Per il momento le cose sembrerebbero essere bloccate, ma la situazione è assolutamente paradossale.

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