Viro lo smartphone infinito: è solo un test universitario

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La presunta startup che avrebbe dovuto commercializzare il primo smartphone al mondo che non necessita di ricarica, ovvero VIRO, chiude i battenti del suo sito ufficiale e di tutte le sue pagine social, lasciandoci dell’amaro in bocca e niente più. Anzi, una cosa ce la lascia, un’immagine, una sola immagine dallo sfondo grigio e dai caratteri ben contrastanti dal resto, di colore bianco. Vi è un messaggio molto freddo in questa immagine, un colpo al cuore per tutti coloro che avevano sperato in un prodotto del genere, non tanto per il prodotto in se, ma soprattutto per quello che avrebbe portato al nostro Bel Paese. Sicuramente avrebbe portato capitali, interesse delle maggiori aziende mondiali di tecnologia, e non solo di tecnologia, avrebbe ridato lustro all’Italia intera, a noi giovani italiani costretti ad emigrare per trovare fortuna, avrebbe riportato l’Italia in quell’elitè di nazioni che contano davvero.

Io per primo sento questo senso di tristezza, è come una sconfitta credere in un progetto tanto ambizioso e poi sentirsi dire “Viro è un test universitario, grazie per aver favorito la ricerca”, è come quando un bimbo realizza un castello di sabbia bellissimo, si sente al settimo cielo durante gli ultimi ritocchi, ma poi poco prima che lo potesse ultimare, arriva un’onda che lo distrugge, come pensiate si possa sentire questo piccolo bimbo? Io penso come ogni italiano che ha riposto tanta speranza in un progetto come questo, che poteva davvero far nascere un prodotto meraviglioso, invidiato da tutti. Ma purtoppo come dice l’immagine che impazza nei blog italiani, “è solo un test”.

Il momento per far vedere al mondo di cosa è capace l’italia non è ancora arrivato.

viro bufala

 

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  • andrea

    La mia startup dimostrerà al mondo chi sono gli italiani e cosa sanno fare e creare. Il 1 ottobre parte il Beta test per questa rivoluzionaria App. Al momento non posso rivelare dettagli perché stiamo depositando il brevetto. Vi posso solo dire che sarà un must have. Al momento gira solo su dispositivi Android. Se volete far parte dei tester e avere vantaggi esclusivi in futuro, mandatemi una e mail.

    landero88@gmail.com

  • Giuseppe Gagliano

    Test universitario?!? Sono uno studente di scienze psicologiche e ti posso garantire che la scenetta a cui abbiamo assistito non c’entra nulla con la ricerca perché priva di ogni rigore scientifico. A parte che i responsabili sono stati individuati in dei liceali di Bari (sede della fantomatica startup, se non sbaglio, intestata ad una donna ultra settantenne), i quali sono stati obbligati a cancellare pure le loro pagine personali di Facebook, per via della comprensibile “folla coi forconi e le torce”. Sicuramente saranno stati aiutati da qualcuno di più esperto visti i render ben fatti e l’iniziale plausibilità della storia. Hanno preso in giro tutti i blog pseudo specializzati (Tuttoandroid in primis, blog che ha perso per me ogni credibilità dopo l’intervista pubblicata) e l’hanno fatto fino alla fine, voi inclusi. Vi basta leggere “ricerca universitaria” scritto da chi vi ha preso in giro fino ad ora per dare un senso a tutto? Ma per favore! Ammesso che fosse una ricerca universitaria (per scoprire cosa, “quanti mi piace prendo su Facebook se la sparo grossa?”), una volta ottenuti i risultati e concluso il test, che senso ha eliminare ogni traccia senza e sparire nel nulla? Di solito si ringraziano le” cavie” e ci si scusa, spiegando il senso della ricerca. È in parte grazie a blogger che pubblicano notizie sentite qua e là senza fonte che in Italia abbiamo uno dei tassi di disinformazione più alto d’Europa. C’è un arma per contrastare tutto ciò: si chiama BUONSENSO (Unito anche ad una piccola ricerca sulla veridicità delle fonti).

  • Certo che mi serva di lezione Giuseppe, d’altronde sbagliando si impara. Non so quanto fossi informato di Viro, ma io ti assicuro che prima di pubblicare il primo articolo in loro favore ho pensato a lungo se fosse giusto dare credito ad una cosa così. Poi nei giorni a seguire in cui ho seguito la loro pagina su facebook ho notato troppa organizzazione per una bufala, vi erano risposte ad ogni utente, in ben 4 lingue diverse, da circa 3 settimane continuavano a pubblicare immagini, render ecc.. Sì ero ancora abbastanza scettico, ma ho voluto credere in queste belle parole. L’ho fatto perché erano italiani oltre che per il grande progetto, penso di sì, ho un forte spirito patriottico. Mi dispiace per aver contribuito nel fornirvi notizie false, ma se non erro nel precedente articolo ho specificato che erano tutte belle parole e niente più.

  • Giuseppe Gagliano

    Tranquillo, sebbene scettico, ho pregato che tutto ciò fosse vero. Il mio commento era iniziato criticando solo l’ultimo messaggio da parte di questi burloni. nascondersi dietro una fantomatica ricerca universitaria (il mio campo) mi ha fatto leggermente arrabbiare. Come se noi ricercatori passassimo il tempo a creare burle atomiche. Tutto qui. Tutti abbiamo superato che fosse vero. ;-)

  • Anche queste sono solo belle parole, come faccio a credere a ciò. Se vuoi ti invio una mail, non costa niente, se hai davvero qualcosa di interessante parlamene in privato e fai qualcosa di concreto per convincermi che quello che hai detto sia vero

  • Giuseppe Gagliano

    Basta cliccare sul suo nome per vedere i suoi commenti passati: è un Apple fan. Come mai sviluppate proprio in ambiente Android? Plausibile ma poco probabile.

  • andrea

    Siamo partiti da Android, perchè per sviluppare la nostra App ci sono voluti oltre 15 mesi. Ogni App che va pubblicata per iPhone viene approvata da Apple. Visto che ha il potenziale di rivoluzionare il mercato pubblicitario non potevamo rischiare mesi di duro lavoro. Sul Play Store è tutto molto più semplice.

  • francesco

    la cosa bella che hanno messo annunci su internet per trovare persone per i render realistici. Se non pubblicavo le loro foto andavano avanti fino al primo ottobre e chissà quante persone ci sarebbero cascate in questo hoax

  • Suspirium

    diciamo più che altro un esperimento di marketing o una gran pagliacciata?