Tim Cook intervistato da USA TODAY: “Questo è epico”

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L’evento Apple del 9 settembre ha fatto parlare di se, e non poco, soprattutto ha fatto parlare il CEO, Tim Cook, che negli ultimi giorni è passato da una poltrona all’altra tra interviste e dichiarazioni. L’ultima è quel rilasciata per USA TODAY, nella quale Cook ha mostrato tutta la sua emozione e la sua soddisfazione per il lavoro svolto dal suo team lavorativo, nella realizzazione dei due nuovi iPhone, di Apple Watch e del nuovo sistema di pagamento Apple Pay.

Nell’intervista si è parlato degli inizio del mandato di Cook, dal momento in cui Steve Jobs gli ha chiesto di prendere in mano le redini del suo impero nel 2011, quando le condizioni del fondatore della Mela si erano aggravate al punto di non riuscire più a presentarsi in pubblico. Quando Jobs morì, molti speculatori di Wall Street affermarono, che da li a poco, Apple avrebbe perso la sua magia e il suo splendore e si sarebbe spenta nel giro di qualche anno. Nulla di più sbagliato, infatti in questi 3 anni, molte cose sono state cambiate, ma hanno tutte mantenuto il marchio del fondatore. Smartphone e tablet sono stati migliorati, i sistemi operativi sono stati ridisegnati, e a parere Cook, Jobs sarebbe stato enormemente orgoglioso nel vedere l’evento di martedì al Flint Center for Performing Arts.

Dopo la presentazione dei tre nuovi prodotti, tante sono state anche le parole della critica, come riferisce USA TODAY al CEO, alle quali Cook ha risposto in maniera indiretta. Il CEO afferma che Apple non ha di certo introdotto il primo mp3, o il primo smartphone o il primo tablet, ma quello che ha fatto è stato di creare un mp3, un tablet e uno smartphone in chiave più moderna. La stessa cosa vale per l’Apple Watch. Cook dichiara che l’idea di uno smartwatch si è era sviluppata circa 3 anni prima, quando Jobs era ancora in vita, mentre smartphone con schermi più grandi dovevano essere realizzati ben 4 anni prima.

Ora che Apple dispone di smartphone con display più grandi, Cook considera la sua azienda capace di poter competere alla pari con le altre società, e mostra una certa sicurezza nell’affermare che molti attuali utenti Android potrebbero passare a iOS.

“Questo è Epico”.

Commenta cosi il CEO della compagnia di Cupertino, riguardo alla grande opportunità che si potrebbe venire a creare. Cook si è mostrato molto entusiasta nel corso dell’intervista, ma solo perché emozionato di aver raggiunto un traguardo che 14 anni fa, quando aveva inviato a lavorare per Compaq, poteva solo permettersi di sognare. In poco tempo Cook però si fece notare da Jobs, il quale lo volle a tutti i costi nella sua azienda. Dopo anni di amicizia e collaborazione, il mentore dell’attuale CEO viene a mancare, lasciando Cook con in mano un impero.

Fin da subito si è notato che qualcosa era cambiato, innanzitutto la personalità del nuovo capo, più pacata quella di Cook, più esuberante quella di Jobs. Ma comunque, Cook fece oro degli insegnamenti del fondatore di Apple, e cercò fin da subito di rendere suo il posto assegnatoli. Da li a poco cercò di migliorare la situazione delle fabbriche cinesi per spingere verso una maggiore filantropia aziendale. La sua impronta si vide arrivare con iPad Mini e iPhone 5, i primi veri device nati sotto la guida di Cook.

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Di Cook hanno parlato anche il futurista della Silicon Valley, Paul Saffo, che lo ha considerato come proveniente dalla scuola di spettacolo-no-cromo di business, e il vice presidente di ingegneria del software di Apple, Craig Federighi, che lo ha paragonato a Jobs, per il suo desiderio di fare le cose a modo proprio. Saffo inoltre ritiene che Cook sia diventato un “leader-servant” e che tutto quello che sta realizzando lo stia facendo solo per onorare Steve Jobs. Anche Walter Isaacson, autore del libro di biografia di Steve Jobs, The innovators: How a Group of Hackers, Geniuses and Geeks Created The Digital Revolution, ha commentato l’operato e la personalità di Cook. Secondo Isaacson Jobs era un visionario, che riusciva a rendere le persone capaci di eseguire, mentre Cook è un genio dell’esecuzione perciò le due personalità si completavano l’uno con l’altra.

Cook ha dimostrato, nonostante le pressioni e le critiche da parte dei fanboy di Jobs che lo accusavano di non essere Steve, di avere la stoffa del leader e lo ha fatto portando il fatturato aziendale da 65 miliardi di dollari nel 2010 a 173 miliardi di dollari nel 2013. Il CEO della Mela ha dovuto affrontare anche periodi bui, come un calo delle azioni che hanno toccato i minimi storici. Ma appunto per questo Cook rivela di non sentirsi minimamente toccato dalle parole della critica, perché ha e affronta ancora oggi sfide molto dure. Forse iPhone 6 non sarà la rivoluzione degli smartphone, ma sicuramente otterrà un enorme successo tra gli attuali utenti Apple.

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Cook ritiene che la vera novità di quest’anno è il nuovo software di pagamento, Apple Pay, che possiede tutte le carte in regola per ottenere nuovi clienti, visto che nessun altr’azienda possiede tecnologie hardware e software di questo tipo. Infatti con la sua tecnologia, Pay permetterà di effettuare pagamenti istantanei con il semplice tocco di iPhone 6 e Apple Watch, rendendosi così il sistema di pagamento più sicuro degli ultimi anni, anche più sicuro delle carte di credito che stanno diventando sempre più oggetto del attacco degli hacker.

Sarà questa la novità rivoluzionaria di quest’anno, perché Apple Pay è tutto ciò che le banche e i commercianti cercavano da anni, e cambierà definitivamente il modo di pagare le cose. Cook, infine, conclude la sua intervista ricordando le parole di Jobs riguardo Apple, il quale sosteneva che questa fosse a metà tra la tecnologia e le risorse umane. E Cook sostiene questa affermazione, rivelando che l’obbiettivo di Apple non è quello di creare solo grandi prodotti, ma grandi prodotti che arricchiscano la vita delle persone.

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  • io

    “Grandi prodotti che arricchiscano la vita delle persone”, svuotando il più possibile i loro portafogli! E se un povero brasiliano nelle favelas non se lo può permettere, chi se ne frega. Non sia mai che sfruttiamo gli operai cinesi per costruire un prodotto alla portata del portafoglio di un povero!

  • Apple ha deciso di fare prodotti solo di fascia alta, chi se lo può’ permette li prende, altrimenti si mette il cuore in pace. Punto.
    E poi, sfruttati gli operai cinesi? Anzi, Apple non si dovrebbe preoccupare di nulla visto che si affida a Foxconn, ma soprattutto di recente, guarda come ha cercato di rendere la vita migliore a questi operai di Foxconn (non di Apple).