Android personalizzabile, sì ma come? Chiarezza su OS, ROM e update

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Quello che contraddistingue da sempre Android rispetto agli altri OS Mobile è la sua natura open source, che conferisce a chiunque (ne sia capace) il potere di operare sulle immagini ROM delle distribuzioni in maniera autonoma. Poter modificare apertamente una ROM di un sistema operativo permette di ottenere una versione personalizzata del firmware che appaghi ogni pretesa, anche la più stramba. Modificare una ROM (cucinarla in gergo Geek) permette quindi una maggiore libertà di gestione da parte dell’utente, includendo funzionalità particolari ed un’ampia possibilità di personalizzazione.

Ma cos’è una ROM?

Essa è un’immagine, appunto ROM, che contiene il sistema operativo, in questo caso Android, e tutte le applicazioni e quello che in esse è contenuto (sfondi, dati, suonerie ecc.). Il termine ROM è un termine abbastanza generico, infatti esse si dividono in ROM stock, ROM coocked, ROM vanilla, ROM leacked ed altre sotto varianti.

Le ROM stock sono le ROM fornite dal produttore del dispositivo, e sono in genere personalizzate da quest’ultimo rispetto ad Android puro così come viene rilasciato da Google. In questa categoria rientrano le versioni di Andorid presenti, al momento dell’acquisto, su smartphone marchiati come: Samsung, LG, HTC, Sony, Asus ecc. Esse differiscono di molto da Android “originale”, basti confrontare un Galaxy S5 ed un HTC M8 per capire immediatamente che il sistema varia sotto molti aspetti: nella veste grafica, nelle opzioni, nelle app stock (fotocamera, calendario, calcolatrice, browser ecc.) e, perché no, anche nelle prestazioni, dato che ogni personalizzazione può incidere in maniera rilevante o meno sulla fluidità del dispositivo.

Le aziende citate a volte lanciano per alcuni modelli delle versioni “vanilla” del SO, ovvero la versione di Android che si ha compilando i sorgenti del sistema operativo. Praticamente viene riportato il sistema operativo Android originale di Google su dispositivi che godono di ROM modificate dall’azienda. Per capirci parlo dei telefoni “Google experience” come il Galaxy S4 Google Edition o i vari Nexus, che contengono una versione di Android pressoché non modificata (a parte eventuali modifiche al kernel o aggiunte di driver non compresi nella distribuzione open source) e che, per questo motivo, sono sempre i primi a ricevere gli aggiornamenti di Android. In genere questi dispositivi non sono soggetti all’abbandono dello sviluppo da parte dei produttori, o lo sono dopo periodi molto lunghi.

La parte che più affascina gli utenti del robottino verde è quella delle “cooked ROM” (ROM cucinate, in italiano). Esse sono quelle ROM personalizzate in qualche modo da sviluppatori indipendenti (anche utenti comuni). Anche qui abbiamo due principali sottodivisioni: la prima racchiude quelle ROM realizzate usando il codice dell’AOSP (Android Open Source Project, il codice sorgente ufficiale di Android) a cui vengono integrate le modifiche apportate dai produttori dei dispositivi necessarie al funzionamento del dispositivo (driver, moduli del kernel, ecc.), oltre a numerose altre possibili personalizzazioni. Alcuni esempi sono la famosissima CyanogenMod (immagine schermata di blocco in basso), realizzata a partire dall’AOSP e disponibile per numerosi dispositivi dal 2010 ad oggi.

cyanogenmod-screenshot

La seconda sottodivisione delle ROM coocked racchiude invece quelle ROM realizzate da utenti, o gruppi di utenti, che partono dai firmware ufficiali già personalizzati dalle aziende produttrici per poi giungere a versioni che non si distanziano da quelle proposte dall’azienda. Queste ROM in genere racchiudono personalizzazioni “invisibili” che spesso riguardano “tweack” sulle prestazioni, sulla durata della batteria o sull’implementazione di funzioni aggiuntive. Da non dimenticare l’esistenza delle ROM totalmente diverse da altre, come ad esempio la cinese MIUI. E’ importante notare come le cooked ROM non possano utilizzare gli aggiornamenti OTA (Over The Air) offerti dai produttori dei dispositivi, e come sia necessario avere il root nel dispositivo ed un bootloader sbloccato per poterle installare e utilizzare.

Generalmente le ROM cucinate vengono rilasciate quando ancora sono molto acerbe, così da poter essere testate su una moltitudine di dispositivi. Quindi, in fase iniziale dello sviluppo, esse possono presentare bug anche gravi o funzioni non disponibili. Sarà poi la sinergia e la cooperazione tra gli utenti a generare il flusso di informazioni esatte atte ad eliminare pian piano ogni bug.

In questo ambito, devo dire, ci sono delle ROM che riescono ad ottimizzare anche di molto (rispetto alle ROM originali) alcuni dispositivi. Ad esempio un grande consiglio per gli affezionati e ancora possessori dei datati Galaxy S2 o S3, Note 1, HTC M7, Sony Xperia S, o i vari LG che hanno qualche annetto, ma anche per i possessori di smartphone di fascia economica, è quello di cercare una ROM AOSP o una ROM coocked stock adatta al proprio dispositivo, in modo da integrarla per far godere, così, di nuova linfa prestazionale il proprio caro e datato dispositivo. Dato che Android è presente su diverse tipologie di device (non solo smartphone), è possibile reperire “ROM moddate” anche per Tablet, SmartWatch ecc.

Dove reperirle?

Android ed il suo sviluppo open source nasce e vive nella rete, attraverso diversi forum, gruppi sui social network, siti realizzati direttamente da sviluppatori. In genere il punto di riferimento mondiale per questo tipo di operazioni è il forum americano XDA-Developers (link qui) in lingua inglese. L’Italia è comunque uno dei paesi più attivi nell’ambito dello sviluppo e del modding in Andorid. Ci sono diverse community virtuali che godono di una vastissima frequentazione da parte di utenti e sviluppatori. Per qualsiasi info su quale ROM provare, o altro tipo di consigli non esitate a chiedere nei commenti! Se non sarò io a rispondere, la comunità vi aiuterà presto!

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  • Riccardo Marconi

    Io sono per le Vanilla con qualche modifica sotto al cofano per le prestazioni e l’autonomia! Una sistematina alla frequenza di clock e al kernel fatta come si deve ci sta sempre! E perché no anche qualche lieve cambiamento per avere funzioni UTILI nella vita quotidiana ;-)

  • Andrea Antenucci

    Be diciamo che fino al Note 2 anche io ero per le ROM pure Android, ma devo ammettere che non ne ho sentito più il bisogno con il Note 3. Ovviamente è moddato, ma monto una ROM stock cucinata, ben fatta, prestante e la batteria non è un problema (anche 29 ore di accensione continua e 8 ore di schermo).