Un conto troppo … Salato!

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Non possiamo fare a meno del sale. Il sodio è un elemento essenziale per l’organismo perché regola gli scambi vitali e partecipa alla trasmissione degli impulsi nervosi. La sua carenza provoca crampi e inappetenza. Ma oggi il rischio di una carenza di sodio è altamente improbabile, semmai il problema è l’opposto: assumiamo troppo sodio. Cosa comporta tutto ciò?

Il sodio richiama acqua, aumentando la pressione favorendo quindi ritenzione idrica (quindi cellulite), ipertensione e osteoporosi. Un organismo sano è in grado di eliminare il sale in eccesso, ma questo comporta la perdita di calcio e abitua il palato a sapori alterati per tutta la vita. Se non recuperiamo il gusto naturale dei cibi, alla fine di salato ci sarà solo il conto in termini di salute! Recenti studi dimostrano che consumiamo quasi il doppio della dose di sale giornaliera consigliata dalle linee guida internazionali, pari circa a 5 grammi. Eppure non ci sembra di salare così tanto i cibi, quindi da dove arriva tutto il sale in eccesso? La colpa è di un’alimentazione basata su prodotti confezionati, resi più appetibili perché addizionati con sale. Con il tempo il gusto si abitua e quando cuciniamo con le nostre mani tendiamo a salare di più perché ogni cosa ci sembra insipida.

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Fateci caso: c’è del sale perfino nei dolci confezionati perché le industrie alimentari hanno imparato che esalta il sapore dello zucchero. E le quantità non sono così irrilevanti: 40 grammi di biscotti contengono lo stesso quantitativo di sale di un cucchiaio di parmigiano grattugiato! Ma c’è di più: diverse ricerche hanno dimostrato che il sale crea dipendenza, stimolando le aree cerebrali del piacere situate accanto a quelle sensibili agli stupefacenti. Nei secoli passati i cibi si conservavano sotto sale; a quel tempo, dunque, la dipendenza era giustificata, oggi non più. Impariamo quindi a ritrovare i sapori semplici dei cibi come li troviamo in natura, cominciando a ridurre gradualmente il consumo di sale. Innanzitutto togliamo la saliera dalla tavola e condiamo i cibi con spezie, erbe aromatiche, limone e aceto. Limitiamo il consumo di cibi salati (formaggi stagionati, salumi, carne in scatola, dadi da cucina, patatine e così via). Nel giro di qualche mese non sembrerà più un sacrificio ma, al contrario, sembreranno troppo saporiti i cibi a cui eravamo abituati prima. E il corpo ringrazia!

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