Apple: Cook e Jobs accusati di cattiva gestione societaria

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Il buon Steve Jobs non è più tra noi da circa tre anni ormai, ma c’è qualcuno che, pur sapendo della sua scomparsa, ha ugualmente voluto sputare sangue contro la gestione societaria che svolgeva. Con lui anche Tim Cook e altri dirigenti della mela morsicata. L’accusa parte dall’azionista R. Andre Klein, che ha fatto causa alla società che finanzia, dunque Apple, per violazione del dovere fiduciario, cattiva gestione, spreco aziendale, nonché la violazione del dovere di fornire servizi onestamente legalmente.

Il fulcro di questa accusa è una delle diatribe che vede Apple, e altre società della Silicon Valley, sotto i riflettori in questi mesi: gli accordi di non assunzione. Questi prevedevano, almeno secondo le accuse, la non assunzione dei dipendenti che avevano solcato le fila delle società dipendenti, per evitare così l’aumento fisiologico dei salari.

Steve Jobs è stato accusato, non solo da Klein, ma anche nel rapporto che vede le aziende svolgere questo particolare meccanismo di assunzione, poiché sembrerebbe essere stata la mente numero uno ad averla pensata, perfezionata e portata in giro per tutta la Silicon Valley, così da accordarsi con società del calibro di Google, Comcast e Cingular. L’accusa di Klein verso Apple si basa quindi sulle ingenti somme di denaro perse in questo procedimento, oltre a quelli sborsati per le class action e le cause varie avute con società informatiche e del mondo tech.

Gli altri dirigenti toccati dall’accusa sono William Campbell, Fred Anderson, e alcuni membri del consiglio di amministrazione come Mickey Drexler, Art Levinson, Robert Iger, e Andrea Jung.

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