Il Conconi Test

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Prima di andare a studiare come la Vr, descritta nei precedenti articoli, possa essere applicata ai mezzi di allenamento al fine di ottimizzarne il rendimento vorrei menzionare ancora due test che possono essere utili ai fini della sua determinazione: Il Conconi test ed il test del lattato.

Nel primo caso stiamo parlando di un metodo ideato all’Università di Ferrara dal Professore omonimo più di 30 anni fa. Tutto si basa sull’osservazione che, fino ad una certa velocità di corsa le pulsazioni del cuore e la velocità crescono in modo direttamente proporzionale, ma da un certo punto in poi, invece, la velocità cresce più rapidamente delle pulsazioni. Rappresentando graficamente l’andamento si avrebbe una linea retta fino ad un certo punto, oltre il quale la linea diventa una curva. Tale punto è detto di deflessione, e ad esso corrisponde una velocità di deflessione e una frequenza cardiaca di deflessione. Ne deriva che tale punto rappresenta il livello di intensità massima al quale l’allenamento potrebbe svolgersi, sfruttando pienamente la capacità aerobica. Oltre questo punto, si ha maggior produzione di lattato nei muscoli con conseguente aumento della fatica.

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Il test si può eseguire in una pista di atletica, su di un campo adeguatamente segnato o anche su tapis roulant e la modalità di svolgimento è molto semplice: dopo un giusto riscaldamento, il runner dovrà correre sapendo di dover aumentare progressivamente l’andatura ogni 100 o 200 metri (la distanza viene stabilita prima di partire) e ad ogni cambio di ritmo preme il pulsante sul cardiofrequenzimetro che registra le pulsazioni al minuto ed il tempo impiegato a correre la frazione. Il test si conclude quando chi lo esegue non riesce più ad incrementare la propria velocità. Inserendo i dati ottenuti in un grafico si ricava la curva con il punto, e quindi, la velocità di deflessione cercata. Importante è eseguire il test dopo un giorno di riposo, per non arrivare sovraccaricati e correndo il rischio di falsare troppo il risultato. Il test ci indica che trovata la velocità di deflessione avremo valori di velocità e frequenza cardiaca che ci permetteranno di impostare i nostri futuri allenamenti in modo più sicuro. Naturalmente ci sono anche molte critiche mosse a questo tipo di esercizio, sia sulla precisione dei dati riferiti alla soglia anaerobica, sia alla difficoltà nel mantenere costante la velocità incrementata nei singoli step di corsa. Personalmente lo ritengo un buon metodo per carpire la propria Vr.

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