Il Fartlek

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Con il termine Fartlek ci si riferisce ad un allenamento a ritmo variabile, simile ad un allenamento con ripetute, divertente secondo me se effettuato in un contesto naturale e collinare, con lievi pendenze a spezzare la monotonia dei tratti pianeggianti. La variabilità del ritmo della nostra corsa fa si che si possa passare da un periodo cronometrato di corsa lenta ad uno di corsa mediamente intensa, fino a raggiungere un periodo di massimo sforzo che però non deve mai portarci al nostro limite. Utilizzando in questo tipo d’allenamento un cardiofrequenzimetro possiamo, ad esempio, individuare degli intervalli di frequenza cardiaca tipici per ogni fase dello sforzo.

Esistono infatti numerose tabelle riguardanti il fartlek che mettono in relazione la durata del periodo di sforzo con la frequenza cardiaca da raggiungere, ma a mio parere sono solo utilizzabili a scopo puramente esemplificativo. Infatti, ciascuno di noi dovrebbe adattare ad un allenamento di questo tipo il suo stato di forma, senza imporsi nulla. Due parole sulle fasi di questo allenamento. Anzitutto, durante la corsa lenta, si irrobustisce l’apparato locomotore e si aiuta la mente a capire i momenti di crisi. Correndo a ritmi più sostenuti si comincia invece a forzare di più la muscolatura, abituandola a consumare meglio ed in misura maggiore l’ossigeno che il sangue mette a disposizione. In più, si tende a cominciare a produrre acido lattico, prodotto di scarto che il nostro organismo deve saper riassorbire in breve tempo. Arrivando poi a correre a ritmi ancora più elevati si effettua un vero potenziamento del nostro muscolo, allo scopo di abituarlo alla fatica.

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L’andamento discontinuo del percorso con salite e discese, seppur lievi, aiutano a spezzare la monotonia che potrebbe presentarsi in allenamento. Va da se che servono, per questo genere di esercizio, un cardiofrequenzimetro per controllare i propri battiti cardiaci ed un cronometro, per monitorare gli intervalli di tempo. Ad oggi esistono diversi cronometri con funzioni cardio, che ci consentono di allenarci in tutta leggerezza. Volevo spendere infine due parole su una variante del fartlek, che prevede sempre un’alternanza di ritmo ma stavolta gestito a “sensazione” cioè senza riferimenti cronometrici (e sfruttando solo riferimenti visivi tipo un albero, un ponte, un cartello stradale ecc) e di frequenza cardiaca. E’ molto più difficile e lo consiglierei solo se si ha un po’ più di esperienza e se si conosce bene il proprio organismo.

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