Microsoft collabora con la NSA

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A quasi un anno dall’inizio del caso Datagate, trapelano nuovi dettagli su come alcune società informatiche hanno passato e, ancora oggi, passano informazioni riservate ad agenzie di spionaggio come la National Security Agency, maggiormente coinvolta rispetto ad altri. Abbiamo visto qualche mese fa come a Yahoo, questo quanto detto dai dirigenti della stessa società, venivano sottratti senza permesso dati, immagini e documenti su utenti che usufruivano si servizi come le videochat dal GCHQ, l’agenzia di spionaggio inglese. In quel caso si parlava di un programma basato sul riconoscimento facciale e sullo sviluppo di tale tecnologia per successive implementazioni a scopi militari, ma questa volta la situazione non è chiara. La società coinvolta negli ultimi file trapelati è Microsoft, che è sempre stata molto critica sulle mosse delle agenzie di spionaggio, schierandosi dalla parte delle vittime. Purtroppo per la società di Redmond però, i documenti parlano chiaro.

Proprio lo scorso anno, il giornalista Gleen Greenwald del ‘The Guardian’, il giornale che ha fatto scoppiare il caso e divenuto un simbolo della lotta, aveva pubblicato un articolo su indizi riguarda alcune collaborazioni tra l’agenzia statunitense e Microsoft. In base alle rivelazioni fornite da Edward Snowden, l’ex agente della NSA, i servizi di Microsoft sarebbero liberi all’accesso di spionaggio da parte di agenzie come la stessa NSA, che per prima ne ha beneficiato negli ultimi anni. In particolare, i servizi toccati dallo spionaggio riguardano Outlook.com, Skype e SkyDrive (ora OneDrive), attraverso il famigerato programma PRISM.

Il primo di questi che analizziamo è SkyDrive, aggiornato in modo massiccio da Microsoft nel corso del 2013 proprio in merito alle lamentele degli utenti sul tema legale. Un documento della NSA, che trovate qui sotto, specifica che, a partire dal 7 marzo 2013, le agenzie di spionaggio possono accedere ai dati di SkyDrive, senza avere un motivo particolare o di sicurezza nazionale, che il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha sempre sbandierato. Questa nuova “funzionalità” è stata implementata dopo mesi di dialogo tra l’FBI e Microsoft.

Ecco il documento relativo a SkyDrive:

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Passiamo poi ad Outlook.com, servizio fondamentale per gli utenti Microsoft, che lo utilizzano in svariati modi, quindi può regalare numerosi dati da analizzare. Una delle feature più importanti del servizio riguarda, come per SkyDrive, la crittografia delle comunicazioni che avvengono tramite la web chat. Il lancio che avvenne nel 2012 fermo di netto le attività di spionaggio della NSA, con Microsoft che si diceva fiera della propria crittografia invalicabile. Ad oggi, grazie ai documenti invece, sappiamo che in parallelo a questo sistema ne è stato sviluppato un altro dedicato esclusivamente a questo tipo di operazioni, che non limitano le ricerche di dati, bensì li migliorano.

Ecco il documento relativo a Outlook.com:

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Arriviamo poi a Skype, un altro servizio che fa da pilastro nell’offerta di Microsoft, anch’esso utilizzato da milioni di utenti in tutto il mondo, che scambiano dati e informazioni di continuo. Dopo essere stato acquistato dalla società di Redmond, la struttura del servizio VoIP è stata modificata, sostituendo i supernodi P2P con un sistema centralizzato. Ovviamente, chi se ne intende e ha un minimo di intelligenza, sa che questo permetterebbe intercettazioni maggiori, essendo un’architettura molto più ‘soft’ e comprensibile. In effetti, dai documenti di Greenwald sembra che queste attività siano state agevolate dall’azienda di Redmond. Le informazioni che la NSA ha raccolto negli anni si basano sulla rubrica, i dati degli utenti, gli archivi delle chiamate e i dati delle carte di credito. Praticamente tutto il possibile.

Ecco il documento relativo a Skype:

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Insomma, le aziende e le agenzie di spionaggio continuano a controllarci senza ritegno, ma nessuno si mobilità per cercare di fermare, o comunque limitare, questo genere di operazioni, che rischiano di rovinare Internet e la società che lo utilizza. Questa volta l’azienda sotto esame è Microsoft, ma siamo certi che prossimamente scopriremo molto di più anche su altri big del settore.

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