Facebook scommette sul mobile

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Durante la F8 Developer Conference tenutasi mercoledì, Mark Zuckerberg ha annunciato che in futuro Facebook focalizzerà maggiormente le proprie energie sul fronte mobile. L’intenzione è infatti quella di fornire una piattaforma sempre più completa e competitiva, operazione che si tradurrà anche in cambio di filosofia, passando dal celebre “Move fast and break things” al forse meno brillante ma certamente pragmatico “Move fast with stable infra(structure)”. Secondo la società americana, il cambio di rotta si è reso necessario per assecondare da una parte gli utenti che ormai prediligono sempre più i dispositivi mobili per accedere al proprio account e dall’altra gli sviluppatori che attraverso le loro applicazioni contribuiscono a riempire le casse della società americana.

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Le parole di Zuckerberg, “We’re focused on building a serious mobile platform”, sottolineano il concetto e affinché il numero degli utenti possa continuare a crescere, per Mr. F è fondamentale che possano scaricare ed accedere alle applicazioni su qualsiasi piattaforma mobile si trovino. Facebook può vantare attualmente più di un miliardo di utenti attivi, cifra che va a migliorare in maniera sensibile i risultati fatti segnare a fine 2013 quando il conto si fermò a quota 945 milioni. A questi dati vanno certamente aggiunti le oltre 500 milioni di persone che utilizzano il neo-acquisto Whatsapp per comunicare. Per far quadrare il cerchio è però necessario aggiungere un altro parametro; dal Q1 2013 al Q1 2014 gli utenti che si collegano attraverso piattaforma mobile sono saliti del 34% mentre il 59% delle entrate di Facebook proviene ora dal settore mobile.

Una delle preoccupazioni maggiori degli utenti sta diventando la protezione della privacy e quindi Facebook si impegnerà a fornire un maggiore controllo circa i permessi concessi ad app di terze parti quando utilizziamo il login di facebook per accedervi mentre successivamente sarà introdotta la possibilità di login anonimo che consentirà la registrazione ad applicazioni esterne senza fornire dati personali affinché gli utenti  siano più propensi ad usare le app e quindi a generare profitti per l’azienda.

Anche per quanto riguarda i developers non sono mancate novità degne di interesse:

  1. Sarà introdotto a breve un nuovo pulsante like che potrà essere usato direttamente nelle applicazioni mobili per avere sempre più integrazione.
  2. Audience Network sarà la nuova piattaforma pubblicitaria di Facebook grazie alla quale gli annunci potranno comparire anche in applicazioni esterne con relativa possibilità per i professionisti del marketing di usufruire dei servizi di targeting e analytics già disponibili in Facebook adesso.
  3. Il programma FbStart offrirà 2 percorsi attraverso i quali società e programmatori potranno ottimizzare il lancio e lo sviluppo delle proprie applicazioni (Bootstrap fino 5000$ e Accelerate fino 30000$).
  4. AppLink consentirà alle varie applicazioni di linkarsi vicendevolmente senza passare da pagine web tradizionali come avviene oggi.
  5. Le API utilizzate dagli sviluppatori avranno un supporto garantito di 2 anni e nell’ottica di un miglioramento della stabilità della piattaforma, si cercherà di risolvere tutti bug segnalati entro 48h.

Il principio che muove il tutto è ovviamente il guadagno: se i maggiori profitti per Facebook arrivano attraverso la pubblicità e questa rende maggiormente in relazione al numero di utenti alla quale si rivolge, allora la soluzione è presto segnata. Attualmente gli utenti sono sul mobile ed usano molto le applicazioni; la conseguenza logica è appunto investire nei due fattori: da una parte i programmatori attraverso i quali nasceranno applicazioni sempre migliori e auspicabilmente redditizie e dall’altra potenziare ed ottimizzare la piattaforma che gestisce il comparto pubblicitario, equilibrando il tutto con una costante attenzione verso esigenze e richieste da parte degli utenti. La carne sul fuoco è molta e nei prossimi vedremo se gli sforzi di Facebook saranno ripagati. Nel frattempo non ci resta che attendere le contromosse dei vari concorrenti, Google in primis.

 

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